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VALDEGAMBERI: “ZAIA BATTA UN COLPO SUL REFERENDUM PER L'AUTODETERMINAZIONE DEL VENETO, SE E' ANCORA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE...”

zaia felpa venetovaldegamberi - Venezia“Ma chi comanda in Regione?” La domanda, che non è una semplice provocazione, la pone Stefano Valdegamberi. Il Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare che ha presentato la proposta di legge per l'indizione del referendum per l'autodeterminazione del Veneto. “Il Presidente della Regione Luca Zaia se c'è batta un colpo. Va dicendo nelle piazze ed agli organi di informazione che è a favore della consultazione ed aveva assicurato che la mia proposta di legge per l'indizione del referendum sarebbe tornata presto in aula dopo il, peraltro molto discutibile, rinvio deciso anche dalla sua maggioranza. Invece ad ora, sono passati più di due mesi, tutto è fermo. Se è ancora lui il Governatore allora ritengo che Zaia dovrebbe fare in modo che l'assemblea torni ad esprimersi. A meno che non sia ostaggio della sua maggioranza, insomma, batta un colpo. I veneti stanno aspettando...”

 

 

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

DOMENICA 1 DICEMBRE “IL VENETO DECIDA” MANIFESTA A BASSANO PER SOSTENERE IL REFERENDUM SULL'INDIPENDENZA DEL VENETO E DIFENDERE LA DEMOCRAZIA

referendumUn corteo per chiedere di poter esercitare il più democratico dei diritti: quello di decidere sul proprio futuro. E' questo la manifestazione promossa dal comitato “Il Veneto Decida” che si svolgerà domenica 1 dicembre a Bassano (Vicenza). Una manifestazione con la quale viene ribadita a viva voce la richiesta che il Consiglio Regionale approvi la Proposta di legge 342 presentata dal Consigliere regionale Stefano Valdegamberi, presidente di Futuro Popolare, che è volta ad avviare l'iter della consultazione popolare. “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana?”. Questo il testo del referendum sostenuto da “Il Veneto Decida” e, di fatto, anche lo slogan della manifestazione di Bassano. Che è stata organizzata dalle forze che compongono il comitato (Raixe Venete, Indipendenza Veneta, Liga Veneta Repubblica, Veneto Stato, Veneto Stato Europa, Comitato per le celebrazioni della milizia veneta ed Alessio Morosin, con la collaborazione di   Stefano Valdegamberi) ma alla quale stanno aderendo i rappresentanti delle amministrazioni che hanno deliberato il loro sostegno ufficiale al referendum (sono sinora  135 Comuni e 4 Provincie), rappresentanti delle categorie produttive, delle associazioni e tanti cittadini. Tutti pronti a manifestare per chiedere non l'indipendenza ma che venga data al popolo veneto la possibilità di esprimersi in merito. La manifestazione, che prenderà avvio da viale Fosse - General Giardino, e che avrà come unici simboli ammessi quelli della Regione, con il leone di San Marco, consisterà in una sfilata per il centro di Bassano. Città che storicamente costituisce un simbolo per quanto riguarda l'essenza, lo spirito e le prese di posizione dei veneti.

Stefano Valdegambero
Presidente Futuro Popolare

PROPOSTA DI LEGGE DI STEFANO VALDEGAMBERI (FUTURO POPOLARE) SULLE SLOT MACHINES: TASSE PIU' ALTE PER CHI LE TIENE NEL PROPRIO BAR, PREMI PER CHI NON LE VUOLE E DIVIETO DI FARLE FUNZIONARE A MENO DI 500 METRI DAI LUOGHI DI AGGREGAZIONE

videopoker-da-barLa lotta alle slot machines approda in Consiglio regionale grazie ad una proposta di legge presentata oggi (mercoledì 27 novembre) dal Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare Stefano Valdegamberi che prevede regole chiare che impediscono la presenza di macchinette mangia-soldi vicino ai luoghi di aggregazione e incremento delle tasse per chi da essere trae profitto. “Di fronte alla latitanza dello Stato su questo grave problema mi auguro che ora la Regione, a cui competa la tutela della salute, decida di non fare altrettanto. Per questo ho presentato una proposta di legge che prende ad esempio le norme già adottate dalla Regione Lombardia, inasprendo però le misure di contrasto alle ludopatie”. La proposta di legge di Valdegamberi prevede che venga innalzata di un punto l'aliquota Irap per i gestori di locali in cui ci sono slot machines, e che quindi da esse traggono reddito, e che venga ridotta di un punto per coloro che invece non le installano, per premiare la loro scelta. Essa poi prevede l'emanazione di un regolamento che vieta la presenza di slot machines a meno di 500 metri da luoghi sensibili, come chiese, scuole, impianti sportivi e luoghi di aggregazione, che stabilisce sanzioni che possono arrivare alla sospensione della licenza per coloro che permettono di giocare a persone affette da casi conclamati di ludopatia e che stabilisce la possibilità per i gestori che non hanno macchinette mangia-soldi di affiggere cartelli annuncianti che il loro è un locale slot-free. “Dopo aver lanciato la campagna boicotta i bar con le slot machines, ora ho presentato questa proposta che vuole mettere finalmente dei punti fermi nella regolamentazione di un'attività che di fatto è un grave problema. Una piaga sanitaria, visto il notevole aumento dei casi di dipendenza patologica dal gioco, ma anche sociale, visto che ci sono famiglie che finiscono sul lastrico a causa di queste macchinette. Ora la Regione, che pure si era dimenticata di discutere un mio precedente disegno di legge, non ha più alibi. Ed anche i Comuni possono fare la loro parte, innalzando la tassa ex-Imu nei confronti di chi tiene i videopoker nei propri locali”.

 

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “IL COMUNE VUOLE ANCORA UNA VOLTA USARE AGSM COME IL BANCOMAT PER TAPPARE I BUCHI DEL PROPRIO BILANCIO. ALTRO CHE HOLDING, QUI SI VA AVANTI A FORZA DI FINANZIAMENTI OCCULTI”

agsm-300x154“Il Comune vuole fare entrare Agsm in Fiera e Verona mercato per realizzare l'ennesimo finanziamento occulto allo scopo di tappare i propri buchi in bilancio”. Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, interviene  sulle nuove strategie finanziarie municipali. “L'astuto commercialista, nonché assessore alle Aziende ed agli Enti partecipati, Enrico Toffali, intende ancora una volta portare soldi nelle casse del Comune attuando quella che è solo una finta vendita, come è stato fatto con l'acquisizione di Amia da parte di Agsm.  In pratica Agsm, che è al cento per cento di proprietà comunale, acquisirebbe, pagandole, le quote che il Comune ha in Fiera ed in Verona mercato. Quote che il Comune rivenderebbe di fatto a se stesso, trasformando Agsm in un vero e proprio bancomat. Mi piacerebbe sapere se e come i revisori dei conti di Agsm giustificano queste operazioni, perché nell'eventualità che da esse derivino problemi finanziari non potranno affermare di non sapere. Ed i revisori dei conti dovrebbero anche rendere noto qual'è lo stato di indebitamento dell'azienda di via Galtarossa, visto che è l'oggetto di un vero e proprio assalto alla diligenza. Invece di far pagare ancora una volta le conseguenze delle loro scelte ai cittadini, che in questo caso sono anche utenti, gli amministratori comunali dovrebbero pensare a come ridurre i costi (in Comune il rapporto fra numero di dirigenti e personale è superiore rispetto a molte città del Centro-Sud e la spesa di gestione pro capite è fra le più elevate d'Italia) e di conseguenza le tasse, che sono fra le più alte dell'intera nazione. A prescindere dal fatto che non mi pare proprio il momento migliore per giocare al Monopoly delle partecipate, ritengo che sia ora di finirla di prendere in giro i veronesi, affermando che questa operazione è volta a far diventare Agsm una holding, e che, invece di mungere soldi dalle aziende con operazioni che non hanno nulla di strategico, come invece sostiene l'assessore Toffali, i membri della Giunta comunale dovrebbero dedicare il loro impegno a ridurre spese e tasse. Anche perché, visto che Agsm svolge i propri servizi in un territorio che è ben più ampio rispetto a quello del comune di Verona, a pagare le conseguenze di tutto questo saranno i cittadini dell'intera provincia”.

 

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

VALDEGAMBERI: “IL MONDO DELLA DISABILITA' PAVENTA TAGLI ALL'ASSISTENZA DAL PRIMO GENNAIO 2014. L'ASSESSORE REGIONALE AL SOCIALE DIA LE RISPOSTE CHE ATTENDE CHI RAPPRESENTA I PORTATORI DI HANDICAP”

Handicap1“L'assessore regionale al sociale Remo Sernagiotto dia le risposte che le associazioni che operano nel sociale stanno chiedendo. La preoccupazione che hanno di vedere dal primo gennaio prossimo ridursi i servizi ai disabili merita una chiarificazione approfondita”. Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, rivolge un appello all'assessore, facendosi interprete delle istanze che arrivano dal mondo del sociale. “Secondo le associazioni dei familiari di disabili, con il ridisegno dell'assistenza che avverrà dal primo gennaio prossimo con l'entrata in vigore della Deliberazione di Giunta Regionale 1338/2013, che attua una revisione delle prestazioni extra-Lea ed istituisce l'Impegnativa di cura domiciliare, ci sarà un significativo ridimensionamento dei servizi domiciliari e dei progetti di vita indipendente. Sulla base di queste considerazioni, i familiari dei disabili, le associazioni ed il mondo della cooperazione sociale stanno attuando forme di protesta ed hanno programmato manifestazioni a carattere regionale. Considerata l'importanza che riveste questo argomento, chiedo all'assessore Sernagiotto di confrontarsi con tutte le realtà interessate da queste innovazioni per dare risposte e programmare interventi futuri. Mi auguro, infatti, che l'assessore e la Giunta tengano in considerazione le istanze che vengono dalle associazioni, partendo da presupposto che prima vengono le persone ed i loro bisogni e poi le necessità della Regione. Il sociale, infatti, è costituito di tanti casi specifici e particolari che hanno bisogno di risposte diversificate. Spesso non è quindi possibile affrontarli secondo schemi precodificati ed escludere la somma di più interventi, come vorrebbe la 1338/2013. Un approfondimento è quindi improcrastinabile”.

 

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

STEFANO VALDEGAMBERI ALLA MARCIA DELLE ASSOCIAZIONI CHE RAPPRESENTANO LA SCUOLA PARITARIA NEL VENETO: “SONO DISCRIMINATE DALLO STATO. LA REGIONE SI FACCIA SENTIRE ED IL GOVERNO NON ALZI L'IVA DAL 4 AL 10 PER CENTO O LA TUTELA DEL DIRITTO ALLA LIBERTA'...

scuole private

STEFANO VALDEGAMBERI ALLA MARCIA DELLE ASSOCIAZIONI CHE RAPPRESENTANO LA SCUOLA PARITARIA NEL VENETO:  “SONO DISCRIMINATE DALLO STATO. LA REGIONE SI FACCIA SENTIRE ED IL GOVERNO NON ALZI L'IVA DAL 4 AL 10 PER CENTO O LA TUTELA DEL DIRITTO ALLA LIBERTA' SCOLASTICA DOVRA' PASSARE DALL'OBIEZIONE FISCALE”

 

Il  capogruppo regionale di Futuro Popolare Stefano Valdegamberi, aderisce alla manifestazione promossa dalle associazioni che rappresentano le scuole paritarie del Triveneto, partecipando oggi  a Verona  alla marcia a favore della libertà di scelta formativa ed educativa. “Lo Stato italiano, più di ogni altro in Europa, discrimina la scuola non statale, che peraltro esiste da prima di quella pubblica”, spiega Valdegamberi. “In Italia  esistono oggi circa 13mila scuole paritarie, in gran parte (quasi l’86%) gestite da enti non-profit, sia di origine religiosa che laica. In sostanza, allo Stato ogni alunno di scuola paritaria costa annualmente circa 500 euro nell’infanzia, 800 nella primaria, 100 nella scuola secondaria di primo grado, 50 nella secondaria di secondo grado. Sono cifre ridicole, ancor più se paragonate al costo annuale di un singolo alunno di scuola statale: 6.200 euro per la scuola dell’infanzia, 7.300 per la primaria, 7.700 per la secondaria di primo grado, 8.100 per la secondaria di secondo grado. A conti fatti, dunque, l’esistenza delle scuole paritarie garantisce allo Stato un risparmio annuo di oltre 6 miliardi di euro (praticamente una finanziaria…), che è quanto spenderebbe se tutti gli alunni che le frequentano passassero alla scuola statale. Inoltre se le scuola paritarie domani mattina chiudessero i battenti, lo stato dovrebbe fare ingenti investimenti in strutture, senza averne le risorse. La disinformazione della sinistra spesso sostiene che i governi tolgono risorse alla scuola statale per darle alla scuola privata. Niente di più falso. E' vero, semmai, il contrario. Le risorse destinate annualmente alla scuola statale ammontano a circa 43 miliardi di euro, e se volessimo dare alle paritarie la cifra che ad esse spetterebbe in base alla percentuale numerica dei suoi iscritti (12%), il contributo dovrebbe ammontare a oltre 5 miliardi di euro. Dieci volte in più di quanto, faticosamente, viene riconosciuto attualmente. Le Istituzioni regionali si facciano sentire per combattere queste discriminazioni e privazioni di libertà, tipiche di uno stato comunista. Lo stato comunista blocchi da subito l'aumento dell'Iva dal 4 al 10 per cento e la smetta di rubare alle famiglie che si servono della scuola paritaria ben 8-10 miliardi di euro l'anno. Queste famiglie pagano le tasse due volte! A questo punto pare evidente che solo l'obiezione fiscale delle famiglie può tutelare il diritto naturale alla libertà scolastica messa a rischio da uno stato illiberale e tiranno.”

 

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

IL VENETO DECIDA: PERCHE' UN COMITATO A SOSTEGNO DEL REFERENDUM

referendumIl Comitato Il Veneto Decida è nato da pochissimo. La prima riunione conoscitiva risale infatti alla prima metà del luglio scorso ed è stata proposta dalle organizzazioni storico identitarie venete  XVI reggimento Treviso e Raixe Venete. Assieme ad esse si sono subito posti Indipendenza Veneta, Liga Veneta Repubblica e Veneto Stato.

Il Veneto Decida nasce dall’esigenza, proposta sempre a più alta voce dai cittadini veneti, che i soggetti che sono a favore del Referendum per l’autodeterminazione del Popolo veneto abbiano un coordinamento che permetta una comunicazione più incisiva ed una coesione tale da poter perseguire in maniera più efficacie l'obiettivo dell'indizione del referendum.

La proposta, abbracciata immediatamente da tutti i presenti, si basava anche sulla necessità di dare un segnale di supporto da parte di associazioni, gruppi ed esponenti politici al Consiglio Regionale, in vista della discussione della Proposta di legge 342,  che, con presentatore il consigliere presidente di Futuro Popolare Stefano Valdegamberi , prevede appunto l'avvio delle procedure di indizione del referendum.

Tale coesione e determinazione in merito alla forte necessità per il Popolo veneto di potersi esprimere in un contesto democratico grazie ad un Referendum con monitoraggio internazionale sulla propria volontà (o meno) di autodeterminarsi creando uno Stato veneto, è stata ulteriormente ribadita in occasione della conferenza stampa tenuta in Palazzo Ferro Fini il giorno 25 Luglio, dopo soli 10 giorni dalla prima riunione.

Da allora, dopo la discussione della Proposta di legge 342 tenutasi il giorno 30 Luglio in Consiglio regionale finita con un rinvio, l’idea di portare avanti con forza l'azione di  un comitato che riunisca tutte le realtà Venete, siano esse a favore o contrarie, che hanno a cuore l’esercizio democratico da parte del Popolo veneto di potersi esprimere su di un tema così importante, ha portato all’avvicinamento trasversale di molte realtà, sia culturali che politiche. Tanto che è stato deciso di mettere in piedi un coordinamento strutturato e rappresentativo.

Oggi sono soci fondatori de Il Veneto Decida le seguenti realtà istituzionali, identitarie e partitiche:

            -Alessio Morosin

            -Comitato celebrazioni della Milizia Veneta

            -Europa Veneta

            -Futuro Popolare Veneto Stefano Valdegamberi

            -Indipendenza Veneta

            -Liga Veneta Repubblica

            -Veneto Stato

            -Veneto Stato Europa

            - Raixe Venete

Il Comitato Il Veneto Decida, che è stato presentato questa mattina (giovedì 21 novembre) in una conferenza stampa svoltasi a Grisignano di Zocco (Vicenza), farà la sua più prossima uscita domenica 1 dicembre a Bassano del Grappa. Alla manifestazione parteciperanno, oltre a tutti i soggetti fondatori del Comitato, anche una delegazione dei Sindaci Veneti che hanno approvato delibere di sostegno alla Proposta di legge 342.

“Ad ora – ha spiegato il responsabile organizzativo di Il Veneto Decida Pietro Bortolin – 130 Amministrazioni comunali e due provinciali hanno adottato delibere con cui chiedono che il referendum venga fatto. D'altronde stanno esprimendo il loro sostegno al comitato in tanti, e, per quanto riguarda la Regione, anche il presidente Luca Zaia, a titolo personale, e il rappresentante della Federazione della Sinistra Pietrangelo Pettenò. Il comitato comunque agisce senza nessuna bandiera politica, tanto che il primo dicembre ci saranno solo i vessilli con il Leone di San Marco”. “Questo comitato – ha poi aggiunto il suo portavoce Davide Guiotto – è la testimonianza del raggiungimento di un traguardo storico, visto che a farlo nascere sono state realtà culturali e politiche sinora divise, e si pone un obiettivo così importante da far passare in secondo piano le divergenze d'idee”. “La pazienza ha un limite”, ha affermato, senza mezzi termini, Stefano Valdegamberi, il Consigliere regionale che ha presentato la proposta di legge di indizione del referendum sull'autodeterminazione del Popolo veneto. “La Proposta di legge 342 si poteva votare già la scorsa volta, ma la maggioranza in Regione ha preferito prendere tempo. Dopo aver atteso che finalmente assumessero una posizione netta, ora tornerò a chiedere in tutti i modi che si arrivi finalmente al voto. Sono pronto anche ad avviare una nuova raccolta di firme fra i consiglieri ma ritengo che entro l'anno sia necessario decidere una volta per tutte. Poi ognuno si prenderà la responsabilità delle proprie scelte”. E se Luca Azzano Cantarutti, presidente di Indipendenza Veneta, ha definito “giuridicamente imbarazzante, perché su questo c'erano già stati pronunciamenti  negativi dei massimi organi giudicanti, e politicamente indecente, perché volta a proporre un'ipotesi irrealizzabile, la proposta di legge volta a fare del Veneto una Regione a statuto speciale presentata da due rappresentanti del Pdl”,  Alessio Morosin, presidente onorario di Indipendenza Veneta, affermava: “60 Consiglieri regionali non possono impedire a 5 milioni di veneti di esprimersi, ci dicano perché il referendum non si può fare”. E così, dopo che Ruggero Zigliotto di Veneto Stato d'Europa anticipava che “sabato ad Arzignano (Vicenza) ci sarà un confronto sui percorsi di autodeterminazione, con un approfondimento dedicato alla Catalogna”, Fabrizio Comencini, Liga Veneta Repubblica, spiegava che “l'imperativo è lottare contro il colonialismo interno” ed Edoardo Rubini, Europa Veneta, sottolineava che “è importante che si aggreghino le forze a difesa dell'identità veneta”.

VALDEGAMBERI: “BASTA CON GLI ANNUNCI, SULLE SLOT-MACHINES SERVONO FATTI. I POLITICI UDC E PD PRESENTANO PROPOSTE DI LEGGE MA POI SOSTENGONO UN GOVERNO CHE PUNTA SU MAGGIORI INTROITI DAL GIOCO D'AZZARDO”

videopoker-da-bar“E' ora di finirla con i politici dalla doppia morale, che vanno in giro a dire che sono contro le slot machines e che poi quando sono in Parlamento od in Consiglio Regionale non fanno nulla per regolamentarne la presenza. Smettano di prenderci in giro!” Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare interviene in seguito all'annuncio della presentazione di disegni di legge in Regione ed in Parlamento sui videopoker. “E' davvero singolare che formulino proposte di legge in questa materia politici di Udc e Pd, partiti che poi votano la legge di stabilità che prevede maggiori introiti proprio dal gioco d'azzardo e che sostengono un Governo in cui un Sottosegretario, Alberto Giorgetti, era addirittura arrivato a minacciare le proprie dimissioni se venivano toccati gli introiti derivanti dallo stesso gioco d'azzardo. Invece di gridare in piazza il parlamentare Antonio De Poli dovrebbe avere la dignità di fare qualcosa di concreto ed i consiglieri regionali di Lega e Pd, al posto di presentare nuove proposte dovrebbero far si che a palazzo Ferro-Fini si inizi davvero a trattare questo tema, magari partendo dalla proposta di legge che io avevo presentato già tre anni fa e che poi è stata stranamente tenuta ad ammuffire in qualche cassetto. Basta con i proclami di facciata, servono i fatti!”

 

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare