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“La conferenza tra Regione ed autonomie locali ha approvato all'unanimità la mia proposta di legge che prevede che i Comuni, ai quali compete la gestione delle pratiche, incassino direttamente i canoni legati al demanio lacustre, per poi destinarne il 50 per cento, così' come prevede la legge, alla Regione”. Ad annunciarlo è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, che spiega come si stia avviando verso una soluzione definitiva un problema che egli stava seguendo da tempo. “Dopo aver depositato la proposta di legge, in occasione della recente discussione del bilancio regionale avevo presentato un emendamento che prevedeva la riscossione da parte dei Comuni dei canoni. Quell'emendamento purtroppo non è passato. Adesso, invece, la conferenza che rappresenta anche le autonomie locali ha detto si alla mia proposta, che a questo punto dovrebbe passare senza grossi problemi in commissione, per poi approdare in tempi non troppo lunghi in aula. A questo punto mi auguro che venga finalmente risolto quello che è un problema reale. Adesso, infatti, i Comuni devono attendere anche periodi piuttosto lunghi il trasferimento della metà dei canoni, che hanno essi stessi definito con il proprio personale. Una situazione che ha davvero il sapore di una sorta di ricatto politico. Con la mia proposta, invece, le amministrazioni locali hanno un immediato riscontro del proprio lavoro, incassando dei soldi che sono quanto mani necessari vista la situazione attuale. Mi auguro, quindi, che dopo il voto odierno si porti subito la proposta in discussione prima in Commissione e poi in Consiglio”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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ricercatori in lessinia

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Il presidente della Regione Luca Zaia compia delle verifiche approfondite sulla gestione di Veneto Sviluppo, relazioni in breve tempo in aula e, se vengono riscontrate delle irregolarità, la Regione faccia immediatamente denuncia all'autorità giudiziaria, in veste di parte lesa”. Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, chiede formalmente alla Regione di prendere provvedimenti in seguito alle notizie divenute di pubblico dominio grazie a Report. “Le affermazioni relative a denunce di operazioni poco chiare nelle quali avrebbe avuto un ruolo anche Veneto Sviluppo rendono necessari dei controlli approfonditi ed eventuali richieste di intervento della magistratura. E' necessario, infatti, fugare ogni dubbio. C'è in ballo la credibilità della Regione”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Un amministratore pubblico ha il dovere di essere trasparente, e questo modo di agire andrà anche a suo vantaggio. L'amministrazione Tosi, invece, come so bene perché ne ho avuto più volte esperienza personale, sinora è andata avanti senza rispondere alle richieste di documenti e querelando chi solleva dubbi o la pensa in maniera diversa. E' inevitabile, quindi, che alla fine il suo operato finisca per essere avvolto nella nebbia dei dubbi e delle perplessità. Il sindaco ora deve chiarire per filo e per segno quanto è emerso nell'inchiesta trasmessa da Report, perché la città ha bisogno di spiegazioni perché solo così può tornare ad avere fiducia nelle istituzioni. Non può limitarsi a replicare con le offese e basta. E' obbligato ad essere finalmente trasparente, cambiando un modo di comportarsi che è ormai costante. Il “metodo Tosi” fatto di mancanza di risposte ormai non paga più. E' meglio che se ne renda conto”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Quelli che domani manifesteranno a Verona in difesa della libertà di pensiero sono gli stessi che arrivano a querelare le persone solo perché pubblicano dei commenti su Facebook”. A parlare è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “Gli esponenti della Lega che hanno convocato la manifestazione a sostegno degli indipenmdentisti arrestati non basano certo il loro agire sul rispetto delle opinioni altrui. Denunciano chiunque dica cose che danno loro fastidio e, se non bastasse, sono anche arrivati ad inventarsi le querele preventive. La Lega, invece di speculare sugli arresti facendo manifestazioni di piazza, ha un modo diretto e forte per esprimere la sua vicinanza agli indipendentisti, quella di portare immediatamente in Consiglio regionale la mia proposta di legge sull'autodeterminazione dei Veneti, la 342, che già ha ottenuto l'approvazione della commissione competente. Servono fatti e non parole”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “INVECE DI PENSARE A COME SPARTIRE LE POLTRONE COMUNE DI VERONA E CAMERA DI COMMERCIO SOSTENGANO IL QUADRANTE EUROPA. INTERVENGA LA REGIONE, VISTO CHE IL COMUNE VUOLE SOLO FARE CASSA VENDENDO”

“Invece di pensare a strategie e spartizioni di sedie Comune e Camera di Commercio sostengano sul serio l'economia e l'occupazione. Mentre c'è chi si incontra per parlare di enti continuano ad esserci aziende che chiudono e persone che rimangono senza lavoro. E intanto gli enti pubblici veronesi affossano il Quadrante Europa”. A parlare è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “Il Comune di Verona ha infatti manifestato l'intenzione di vendere la propria quota del 33 percento dell'Immobiliare Magazzini srl, che è proprietaria del Quadrante Europa. Una situazione paradossale e deleteria, visto che mentre i concessionari privati e gli operatori chiedono l'ampliamento delle infrastrutture in maniera da arrivare ad un raddoppio dell'attività, i proprietari decidono di mettere in vendita la propria quota di proprietà di quello che è uno dei poli logistici più importanti del nostro continente. Questa decisione, dettata dalla necessità del Comune di Verona di fare cassa, ha comportato il disorientamento degli operatori economici che si stanno orientando verso il trasferimento da altre parti, persino all'estero, delle proprie attività logistiche, con gravi conseguenze per l'economia veronese, veneta e nazionale. La lungimiranza della politica di un tempo, che ha generato questo polo logistico che costituisce un elemento strategico, anzi un vero e proprio motore, per molte attività produttive, si scontra con la miopia della classe politica attuale. Chiedo che le istituzioni pubbliche invece di vendere, investano ulteriori risorse per rafforzare, e non indebolire, la logistica veronese. Se necessario la Regione Veneto, in considerazione del fatto che stiamo parlando di una realtà di importanza nazionale ed internazionale, non deve sottrarsi dal fare la propria parte. A tal riguardo mi rivolgo alla finanziaria regionale Veneto Sviluppo perché, con l'assenso degli altri soci, Provincia e Camera di commercio, entri nell'Immobiliare Magazzini, per consentire che vengano effettuati gli investimenti richiesti dai clienti, creando nuovi posti di lavoro e nuove opportunità commerciali per le aziende. Lo sviluppo, la crescita e l'occupazione si creano non con l'assistenzialismo ma con il supporto alle infrastrutture economiche. Visto che dal Quadrante Europa passa una parte rilevante dell'economia italiana mi auguro che la politica decida finalmente di occuparsi di quello che serve davvero al Paese”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “LE ISTITUZIONI VERONESI STANNO INDEBOLENDO UNO DEI POLI LOGISTICI PIU' IMPORTANTI DEL CONTINENTE: IL QUADRANTE EUROPA. INTERVENGA LA REGIONE, VISTO CHE IL COMUNE VUOLE SOLO FARE CASSA VENDENDO”

“Sono venuto a conoscenza che il 25 novembre scorso è avvenuto in Provincia un incontro nel quale l'assessore Sacchetto, i sindacati, i referenti del consorzio Zai ed i vari rappresentati del concessionario-gestore Hangartner, dovevano verificare la situazione del Quadrante Europa. Era infatti emersa l'intenzione del Comune di Verona di vendere la propria quota del 33 percento dell'Immobiliare Magazzini srl, che è proprietaria del Quadrante Europa. Una situazione paradossale, visto che mentre i concessionari privati e gli operatori chiedono l'ampliamento delle infrastrutture in maniera da arrivare ad un raddoppio dell'attività, i proprietari decidono di mettere in vendita la propria quota di proprietà di quello che è uno dei poli logistici più importanti del nostro continente. Questa decisione, dettata dalla necessità del Comune di Verona di fare cassa, ha comportato il disorientamento degli operatori economici che si stanno orientando verso il trasferimento da altre parti, persino all'estero, delle proprie attività logistiche, con gravi conseguenze per l'economia veronese, veneta e nazionale. La lungimiranza della politica di un tempo, che ha generato questo polo logistico che costituisce un elemento strategico, anzi un vero e proprio motore, per molte attività produttive, si scontra con la miopia della classe politica attuale. Chiedo che le istituzioni pubbliche invece di vendere, investano ulteriori risorse per rafforzare, e non indebolire, la logistica veronese. Se necessario la Regione Veneto, in considerazione del fatto che stiamo parlando di una realtà di importanza nazionale ed internazionale, non deve sottrarsi dal fare la propria parte. A tal riguardo mi rivolgo alla finanziaria regionale Veneto Sviluppo perché, con l'assenso degli altri soci, Provincia e Camera di commercio, entri nell'Immobiliare Magazzini, per consentire che vengano effettuati gli investimenti richiesti dai clienti, creando nuovi posti di lavoro e nuove opportunità commerciali per le aziende. Lo sviluppo, la crescita e l'occupazione si creano non con l'assistenzialismo ma con il supporto alle infrastrutture economiche. Visto che dal Quadrante Europa passa una parte rilevante dell'economia italiana mi auguro che la politica decida finalmente di occuparsi di quello che serve davvero al Paese”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Sulla Valdastico Nord la Regione deve intervenire in maniera forte perché si tratta di un'infrastruttura che va fatta”. A parlare è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “E' un interesse prioritario per l'economia veneta il poter trasportare le merci ed avere vie di comunicazione efficienti per cui non si esiti ad usare tutti i mezzi a disposizione per far si che l'autostrada venga realizzata. Non è infatti possibile che a prevalere siano i privilegi di chi già abita in un recinto dorato. Per questo ritengo che il presidente della società autostradale Brescia-Padova Flavio Tosi abbia ragione a chiedere al Ministro Lupi di portare avanti il progetto e chiedo che ci sia un intervento forte anche da parte della Regione. In fin dei conti i privilegi della Provincia autonoma di Trento li paghiamo noi, per cui almeno ci diano in cambio vie di comunicazione migliori”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Una scommessa sul futuro dei Veneti che è stata vinta, a dispetto di tutti coloro che remavano contro”. Lo definisce così l'esito positivo della votazione avvenuta ieri mattina in prima commissione consiliare sulla proposta di legge 342 relativa all'indizione del referendum sull'autodeterminazione del Veneto il suo autore Stefano Valdegamberi. Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare e primo firmatario del disegno di legge. “Dopo una lunga discussione – spiega Valdegamberi – grazie ai voti favorevoli espressione della maggioranza in Consiglio regionale (quelli di Futuro popolare, Nuovo centro destra, Lega, Liga Veneta, gruppo misto ed una parte di Forza Italia), è stato approvata la proposta di indire il referendum. Adesso per i Veneti non è più il tempo di discussioni senza sostanza. Il voto di ieri, che non è certo un Pesce d'aprile, apre finalmente le porte, dopo mesi di attesa, all'indizione di una consultazione popolare che costituisce un atto di grande democrazia. Il referendum sull'indipendenza del Veneto verrà infatti indetto in forma autonoma rispetto alla consultazione sulla forma autonoma regionale proposta da altri. Dare voce ai popoli non è un atto sovversivo, bensì l'espressione di una politica che dimostra di essere più lungimirante di quanto si potrebbe pensare e di saper pensare alla necessità di avere un rapporto più stretto con il territorio. Finalmente qualcuno ha iniziato a rendersene conto. Un anno fa, quando ho presentato la proposta di legge 342, non ci avrei creduto, ma ora la scommessa è vinta, a favore dei cittadini ed a dispetto di tutti coloro che remavano contro. Occorre costruire l'Europa politica, non quella dei burocrati. Il superamento degli Stati nazionali ottocenteschi e la rivalutazione dei territori che sono omogenei per storia, pensiero ed economia – come il Triveneto – deve essere la base per un nuovo federalismo europeo dei popoli. Il Veneto è pronto a competere con i modelli della mitteleuropa, che sono ben lontani dall'esempio di realtà come 'Roma capitale'”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Raggiunto l'accordo tra Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare) e il gruppo regionale del Nuovo Centro Destra, rappresentato dal Presidente della Prima Commissione consiliare Costantino Toniolo. “La Proposta di legge 342 per l'indizione del referendum sull'autodeterminazione del Veneto sarà posta all'ordine del giorno della Prima commissione consiliare che verrà convocata per martedì 1 aprile 2004”, annuncia Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. Il quale ha chiesto che la sua proposta venga approvata senza commistioni con gli altri disegni di legge, come quello sull'autonomia. “La proposta di legge che prevede l'indizione del referendum, insomma, verrà votata senza modifiche. Il Nuovo Centro Destra ha infatti dato il via libera, ora che al proprio interno gli oppositori a questa iniziativa volta a consentire il più importante degli esercizi democratici sono transitati in Forza Italia. Sono convinto che martedì sarà possibile licenziare il mio disegno di legge, che già da troppo tempo era stato tenuto fermo. E' l'occasione per passare dalle parole ai fatti, realizzando finalmente un referendum vero, convocato da un organismo legislativo democraticamente costituito".

Stefano Valdegamberi
Capogruppo Futuro Popolare

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“Adesso si scopre che la filovia ha dei costi non sostenibili? E' davvero una sorpresa, visto che questi problemi io li avevo già evidenziati quasi anni fa, senza che ovviamente nessuno si fosse degnato di prendere in considerazione quello che avevo detto”. A parlare è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro popolare. “Sulla scorta di un'analisi realizzata da un esperto del settore che opera in ambito europeo, erano emersi evidenti problemi in merito all'appalto della filovia. Per questo agli inizi del 2012 avevo presentato una lettera aperta all'amministrazione comunale nella quale ponevo sette domande (che vengono riportate integralmente di seguito). Da un confronto emerge che in buona parte sono le stesse che pone ora il direttore generale di Atv. Evidentemente il “modello Verona” prevede che non si prendano in considerazione le voci che sollevano l'esistenza di eventuali problemi. E' triste però scoprire che quelle criticità vengano poi fatte emergere solo fuori tempo massimo ed assistere ad una fuga dalle responsabilità. Questa è l'ennesima dimostrazione di quanto sia fallimentare il lavoro svolto da questa amministrazione”.

Le domande che avevo posto del 2012 ed alle quali mi auguro che venga data almeno ora una risposta:

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“I risultati che sta ottenendo la consultazione on-line promossa da Plebiscito vanno considerati in maniera sicuramente positiva. Ora però c'è un'unica consultazione popolare avente una valenza formale e sostanziale da indire: quella prevista dalla proposta di legge regionale 342 del 2013 di cui sono stato il promotore. Grazie al recente sostegno assicurato dal gruppo consiliare del Nuovo Centro Destra, infatti, adesso ci sono i numeri per approvare la proposta e, quindi, indire finalmente il referendum. Con il presidente della competente commissione consiliare, la prima, Costantino Toniolo c'è l'accordo che la 342 venga messa all'ordine del giorno del Consiglio regionale subito dopo l'approvazione del bilancio regionale”, spiega Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “A questo punto mi auguro che il referendum venga già nei prossimi giorni portato in discussione, in maniera da arrivare all'approvazione della sua indizione prima delle elezioni europee. Questo, infatti, permetterebbe di lanciare un messaggio chiaro ed eloquente. D'altronde quando io avevo presentato la proposta di legge 342 ero da solo mentre adesso è evidente che c'è su questo tema una grande attenzione da parte del popolo Veneto. L'assemblea regionale tragga le debite considerazioni da tutto questo e faccia in modo di consentire alla gente di dire come la pensa, dando spazio a quello che è un grande esercizio di democrazia. Ad un referendum che già sta vivendo una fase di promozione grazie alla consultazione on-line”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Magari fosse vero che nel Veronese arrivano 21 milioni per i centri disabili. Le notizie diffuse ieri secondo le quali l'assessore al Sociale Remo Sernagiotto ed il vice-presidente del Consiglio Franco Bonfante avrebbero fatto sbloccare una legge del 2011 che farebbe arrivare contributi importanti a molti centri per disabili del Veronese sono decisamente, giusto per usare un eufemismo, inesatte”, afferma il consigliere regionale presidente di Futuro Popolare Stefano Valdegamberi. “Quei 21 milioni di contributi erano infatti stati deliberati dalla Regione su mia proposta più di cinque anni fa, quando io ero assessore al Sociale, e sono stati per buona parte già spesi e rendicontati. Il provvedimento che è stato adottato ora ha un carattere meramente tecnico, visto che ha corretto l'eliminazione del capitolo di bilancio disposta erroneamente da Sernagiotto che avrebbe impedito di concludere in maniera corretta la contabilità. La verità è invece che purtroppo da allora nel Veronese non è più arrivato nessun contributo in conto capitale per attività sociali. Un fatto che ritengo non abbia nemmeno bisogno di commenti”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Inviato da il in News

Marso mear lank er machaci segan

saubirnje in snea pa perge un pa began;

...
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“Sull'appalto relativo alle mense l'Agec deve intervenire immediatamente senza attendere il pronunciamento del Tar. Se non lo fa crea ulteriori danni che poi dovranno inevitabilmente essere risarciti”. Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, interviene in merito alla vicenda dell'aggiudicazione del servizio mensa nelle scuole sollevando un problema che richiede un intervento immediato. “In merito a questo appalto la nuova dirigenza della società del Comune di Verona non può più restare ferma, deve fare giustizia bloccando tutto. D'altronde mi chiedo come si possa affidare un servizio di ben 17 milioni di euro con una trattativa privata, evitando di fatto di eseguire quanto disposto da una sentenza del Tar. Il fatto che il direttore dell'Agec abbia di sua sponte affidato il servizio alla stessa ditta alla quale il Tar aveva revocato l'aggiudicazione per varie irregolarità è una cosa che lascia davvero basiti. D'altro canto nell'indagine promossa dalla Guardia di Finanza sono state formulate ipotesi reati a vario titolo (corruzione, abuso d'ufficio, turbativa d'asta, etc...) e dalle intercettazioni apparse sulla stampa è emersa la palese volontà da parte degli inquisiti di danneggiare la società che prima gestiva il servizio (Rti Vivenda/Solidarietà e Lavoro) per favorire quella alla quale il direttore ha voluto poi affidare il servizio (Serenissima). Una cosa non mi spiego. Come mai, nonostante una sentenza del Tar che sospende cautelativamente una gara in cui, come scrive il giudice, <<non vi è certezza alcuna che sia stata garantita la segretezza delle offerte>>, e nonostante le intercettazioni e le indagini che stanno mettendo in evidenza la turbativa d'asta, non è stato ancora revocato l'appalto a Serenissima? Il 12 giugno prossimo il Tar Veneto deciderà il merito del ricorso proposto da RTI Vivenda/Solidarietà e Lavoro. Non e' che allora, se la sentenza non sarà favorevole a Serenissima, si provvederà all'annullamento di tutto, danneggiando due volte la ditta concorrente? E per favorire chi? Il Consiglio di amministrazione di Agec non stia inerte e faccia subito chiarezza”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Il Consiglio regionale aveva l'opportunità di regolare una volta per tutte la presenza delle macchinette mangia-soldi in locali e spazi pubblici ma ha nuovamente deciso di non decidere. Adesso venga portata subito in approvazione la mia proposta di legge in materia che da mesi viene tenuta ad ammuffire nei cassetti del Consiglio regionale”. A parlare è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, che commenta la bocciatura per tre voti avvenuta ieri del suo emendamento al bilancio regionale che prevedeva aliquote Irap più care di un punto per i locali con slot machines, sgravi, sempre di un punto, per quelli che non li ospitano e distanze minime di 500 metri della sale da gioco dai luoghi di aggregazione giovanile. “E' vergognoso che la Regione Veneto sia l'ultima in Italia a non aver ancora approvato una legge per tutelare la salute dei cittadini e contrastare la dipendenza dal gioco d'azzardo promossa dallo stato biscazziere – afferma Valdegamberi – mi auguro che dopo questa ennesima dimostrazione di mancanza di volontà ora venga subito portata in discussione, ed approvata, quella proposta che ho depositato sulla scorta delle normative adottate da altre Regioni, come la Lombardia”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“I dieci milioni di euro previsti nel bilancio regionale per le celebrazioni della Grande guerra vengano trasferiti ad un fondo a sostegno delle imprese venete”. Questo è il contenuto della proposta lanciata ieri in Consiglio regionale, nel corso della discussione sul documento contabile regionale, da Stefano Valdegamberi, consigliere presidente del gruppo Futuro Popolare. “La nostra priorità è adesso quella di evitare che ci siano ancora imprenditori che arrivino a decidere di togliersi la vita perché non riescono più ad affrontare la guerra quotidiana contro la crisi economica”, spiega Valdegamberi. “I caduti, vittime della carneficina della Prima guerra mondiale, saranno sicuramente maggiormente onorati se evitiamo nuove morti, aiutando gli imprenditori disperati del nostro Veneto. Al di là di ogni altra considerazione, questa è un'innegabile priorità” .

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Le domande volte ad ottenere l'assistenza domiciliare per disabili minorenni sono ferme perché la regione non ha ancora fornito alle Ulss lo strumento con le quali vanno valutate e, quindi, accolte o rigettate”. Ad affermarlo è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro popolare, che chiede che ci sia un immediato intervento risolutore. “Le domande sono state presentate ancora nella prima metà di dicembre – spiega – nell'ambito della riforma dell'assistenza che ha introdotto l'Impegnativa di cura domiciliare. Da allora, a quanto so, sono state prese in mano solo quelle relative agli anziani. Per quanto riguarda i minori disabili, infatti, la Regione non ha fornito i parametri per la valutazione. Questa è una situazione che sta comportando parecchi disagi, visto che da tre mesi ci sono persone che attendono di sapere cosa devono fare. Per questo chiedo con forza all'assessorato al Sociale di sbloccare questa fase di stallo e consentire finalmente che le pratiche abbiano il loro corso. Qui stiamo infatti parlando di un tipo di assistenza che è particolarmente importante, perché utile a bambini e giovani con gravi patologie ed alle loro famiglie”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Un emendamento salva-formazione. A presentarlo, in sede di discussione del bilancio regionale, è Stefano Valdegamberi. Consigliere regionale presidente di Futuro popolare che con la sua iniziativa intende porre rimedio ad una situazione decisamente insostenibile. “Attualmente i centri di formazione stanno attendendo una parte dei soldi che ad essi deve dare la Regione per il passato anno scolastico e tutto l'anticipo relativo all'anno in corso” spiega Valdegamberi. “Le conseguenze di questa situazione sono inevitabilmente gravi. E pensare che la Regione sino ad ora è andata giustamente orgogliosa dell'attività dei circa 500 centri accreditati operanti in Veneto. Adesso invece quelle scuole si trovano a fare i conti con il mancato pagamento del saldo dei contributi per l'anno formativo 2012-13, cosa che normalmente avveniva entro i mesi di agosto od al massimo settembre, e con il mancato versamento dell'anticipo per i corsi 2013-14. Eppure i centri portano avanti regolarmente la loro attività, anche se questo significa per alcuni di loro il ricorrere in maniera significativa a prestiti bancari che poi solo in piccolissima parte vengono riconosciuti dalla Regione e per altri il non riuscire a pagare gli stipendi di personale docente e non docente”. Questa situazione è dovuta il fatto che la Regione Veneto, contrariamente rispetto a quanto hanno fatto altri enti analoghi, ha inserito le spese per la formazione nel patto di stabilità, finendo poi per vedere bloccate le risorse ad essa destinate. “Eppure si tratta di un settore di fondamentale importanza – continua Valdegamberi – al quale la Regione destina circa 80 milioni di euro l'anno. Visto che, nonostante le promesse, nulla si muove, oggi ho presentato un emendamento al bilancio in discussione da domani (mercoledì 5 marzo) che prevede il rimpinguamento dei capitoli di bilancio destinati alla formazione professionale. Ci sono ben altre spese di natura pseudo-clientelare che possono tranquillamente essere procrastinate”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Il Presidente della Regione Luca Zaia imponga che il primo argomento in discussione in Consiglio regionale dopo il bilancio sia il referendum per l'autodeterminazione dei Veneti”. E' questo, detto in estrema sintesi, il contenuto dell'appello inoltrato da Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, al Governatore della nostra regione. “Il risultato delle raccolte di firme in corso in questi giorni costituisce una conferma del fatto che la mia proposta di legge, la numero 342 del 2013, volta all'istituzione del referendum sull'autodeterminazione del Veneto era un'iniziativa seria. Quelle firme costituiscono un modo per sostenere la mia proposta ma adesso chi governa la Regione deve farla discutere in Consiglio, visto che è ferma da un anno a causa dell'incertezza della maggioranza. Adesso, in seguito al sostegno dichiarato recentemente dal Nuovo Centro Destra, ci sono i numeri per approvare immediatamente il referendum. Chi evita che questo accada dovrà prendersi le sue responsabilità”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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