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“Si sta consumando un vero e proprio attacco a disabili e non autosufficienti nel silenzio totale di chi dovrebbe rappresentare per proprio mandato il sociale. I sindaci, se ci sono, battano un colpo”. Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, torna a sollevare il problema del concentramento nella sede centrale dell'Inps delle visite volte a certificare l'invalidità. “Già tempo fa avevo reso pubblico il fatto che c'era un piano volto a tagliare le visite che venivano svolte a San Bonifacio, Legnago e Bussolengo. Nessuno mi ha ascoltato e nessuno ha fatto sentire la sua voce, così quel progetto è ora diventato una realtà. E questo grazie anche alla complicità della Regione. E' incredibile che nessuno di coloro che ne hanno il potere abbia fatto nulla per evitare che persone con problemi così gravi da dover essere dichiarate invalidi siano costrette a recarsi da tutta la provincia in città, affrontando viaggi e spese, gli unici parcheggi vicini alla sede Inps sono a pagamento, ed ovviamente subendo gravi disagi. I primi responsabili del sociale, i sindaci, agiscano contro questa situazione. E' davvero preoccupante, infatti, che un'iniziativa che va a danno di disabili e non autosufficienti passi nel silenzio generale. Andando avanti così cadremo sempre più nell'inciviltà”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“I contratti ai direttori ed ai dirigenti delle aziende e società a capitale pubblico vengano fatti in seguito a concorsi con commissioni a formazione variabile composte da rappresentanti degli ordini professionali. Concorsi ai quali possano accedere solo coloro che hanno i titoli adeguati, ovvero laurea ed esperienza specifica. Non è possibile, infatti, che nelle società pubbliche ci siano direttori a nomina diretta che prendono centinaia di migliaia di euro senza nemmeno avere concluso l'università e che invece nei concorsi pubblici per ruoli pagati trentamila euro l'anno serva la laurea. Il criterio che vale per il funzionario del Comune più piccolo dovrebbe a maggior ragione valere per chi gestisce aziende che erogano servizi pubblici. E questo senza arrivare a fare il paragone per quanto riguarda titoli e stipendi con le aziende private”. Questa una delle proposte che lancia Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, in merito alla questione legata ai titoli e gli stipendi d'oro dei manager pubblici ma anche ai modi con i quali le aziende assumono i dipendenti. “E' anche necessario spaccare in tutti i modi il rapporto fra consiglio di amministrazione ed organi di controllo”, spiega. “Sia per quanto riguarda i revisori dei conti, che vanno scelti in seguito a sorteggio, che per quanto inerisce le ricerche del personale. Non è ammissibile, ad esempio, che vengano fatte assunzioni a tempo determinato in base a selezioni compiute con l'aiuto di agenzie compiacenti, che interpellano dei concorrenti sapendo già che non hanno la minima possibilità di vincere, perché ad essere assunto sarà il solito amico degli amici. Anche in questo caso si torni ai concorsi, che però devono essere gestiti da terzi indipendenti. Non mi si risponda dicendo che queste sono aziende che operano nel mercato, perché essere nel mercato in soldi dei cittadini significa che non si può fare ciò che si vuole, a maggior regione quando si parla do società che operano in regime di semi-monopolio”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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La legge di indizione del referendum sull'autodeterminazione dei veneti da oggi ha i numeri per essere approvato dal Consiglio regionale. Stefano Valdegamberi, il consigliere presidente di Futuro Popolare, ha infatti ottenuto una positiva disponibilità da parte del Nuovo Centro Destra. Un passaggio che si è verificato dopo che i consiglieri maggiormente ideologicizzati sono andati in Forza Italia e che risulta determinante per il raggiungimento della maggioranza dei consensi.

“Al di là di quelle che possono essere le posizioni di ognuno, è giusto che venga garantita l'espressione della volontà da parte dei veneti su questo importante argomento, perché questa è l'essenza della democrazia”.

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“Basta con gli attacchi sul piano personale, a Verona c'è bisogno di parlare di scelte amministrative. Quelle scelte che stanno portando la città, e di riflesso la provincia, sulla china del baratro”. A dirlo è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “Io prendo le distanze da chi specula su questioni private. Anzi, in merito a questo esprimo la mia solidarietà a Flavio Tosi. Ritengo infatti che un amministratore debba preoccuparsi di ben altro. Ad esempio degli effetti del cosiddetto 'modello Verona'. Non parlo dei fatti aventi rilevanza penale, su quelli il compito di esprimersi tocca alla magistratura, bensì delle scelte politico-amministrative. Scelte che, da quando a governare c'è una maggioranza guidata da Tosi, provocano perdite per cifre che vanno dai 20 ai 30 milioni all'anno. Buchi che poi gli amministratori ripianano con operazioni di finanza creativa, come la fusione Amia-Agsm, od utilizzando le società, che peraltro svolgono il loro servizio anche fuori Verona, come dei Bancomat. Cosa che ora si vorrebbe fare per quanto riguarda Agsm con un'operazione, l'accensione di un mutuo da parte dell'azienda che sulla carta servirebbe per attività operative ma che sarebbe finalizzato solo a dare 18 milioni al Comune, in merito alla quale, come ho già annunciato, sono pronto a chiedere un intervento della Corte dei Conti, denunciando anche i revisori dei conti. Tutto questo avviene perché gli amministratori comunali non vogliono tagliare le enormi spese dovute anche all'elevatissimo numero di dirigenti e consulenti del Comune. Altro che virtuosità. Di fronte ai numeri nessuno può barare. Prendiamo come fonte ufficiale i dati dei bilanci consuntivi 2011, riportati sul sito del Ministero degli Interni. Basta analizzare il confronto tra i comuni pugliesi e Verona per vedere confermato quanto io sto dicendo da anni. I veronesi pagano l'Imu, l'addizionale Irpef e la Tares più care di quanto dovrebbero per finanziare le assunzioni clientelari del Comune e delle realtà da esso controllate. Infatti la spesa pro capite per il personale del comune di Verona, che ha 264.161 abitanti, è stata nel 2011 di ben il 38 per cento superiore a quella di Bari, dell'8 per cento maggiore rispetto a quella di Trapani, del 44 per cento rispetto a Foggia, del 19 per cento rispetto a di Brindisi e di ben il 131 per cento rispetto a Barletta. Sono questi i fatti che dovrebbero far andare a casa l'amministrazione Tosi."

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “NEL TRISTE SILENZIO GENERALE FRA POCO SI CONSUMERA' L'ENNESIMA AZIONE A DANNO DELLE CATEGORIE PIU' DEBOLI”

“Dal 17 marzo, confermando quanto io avevo denunciato pubblicamente, saranno purtroppo sospese definitivamente le visite per l'ottenimento della certificazione di disabilità nelle sedi periferiche. Da allora, quindi, tali visite non potranno più essere svolte, come accadeva negli ultimi anni, a Legnago, San Bonifacio e Bussolengo. Saranno accentrate nella sede Inps di Verona, che si trova in centro città, con inevitabili disagi per coloro che devono sottoporvirsi e per i loro familiari. In questo modo, infatti, i disabili dovranno affrontare viaggi disagevoli e chi li accompagna dovrà mettere in conto non solo di giocarsi molto del proprio tempo ma anche di dover affrontare spese, sia per lo spostamento che per il parcheggio, visto che vicino all'Inps ci sono solo parcheggi a pagamento. E' allucinante che invece di tagliare i compensi del direttore generale 'd'oro' Inps Mastrapasqua si attuino presunti risparmi creando disagi a cittadini che già devono affrontare situazioni difficili. E' una vergogna! Finora nessuno ha parlato, mi auguro che almeno adesso le istituzioni prendano posizione”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Da questa mattina vengono trasmessi spot su alcune emittenti radiofoniche regionali con i quali il gruppo consiliare regionale Futuro Popolare vuole chiedere ancora una volta alla Regione di portare in votazione in Consiglio, ed approvare, la mia proposta di legge che, trasferendo in Veneto l'esperienza già in corso in Lombardia, propone finalmente una regolamentazione sulla presenza delle slot-machines volta a limitare il più possibile le macchinette mangia-soldi”. Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, annuncia l'avvio di una nuova fase di sensibilizzazione della maggioranza regionale in merito ad un problema che lo aveva già visto proporre tempo fa una prima proposta di legge regionale e che è in attesa da tempo che la maggioranza porti in discussione il disegno di legge che attualmente giace nei cassetti del Consiglio regionale. “La mia proposta prevede che vengano attuati sgravi fiscali a favore di chi non ospita in locali pubblici i videopoker e maggiori tassazioni per chi invece da essi trae guadagni, e stabilisce distanze minime rispetto a luoghi sensibili e spazi di aggregazione. Si tratta di una proposta seria e concreta. Sarebbe ora che finalmente la si discutesse, a meno che la maggioranza regionale non voglia continuare a fare proclami invece di agire”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “SE AGSM ASSECONDERA' I PIANI VAMPIRESCHI DEL COMUNE DI VERONA PRESENTERO' UN ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA CHIAMANDO IN CAUSA I REVISORI DEI CONTI”

“Se davvero verranno realizzati i piani vampireschi architettati dagli amministratori del Comune di Verona volti a succhiare i soldi di Agsm con un'ennesima ardita operazione finanziaria presenterò un esposto alla magistratura per chiedere una verifica approfondita della situazione. Una verifica che dovrà riguardare anche i revisori dei conti, visto che a loro spetterebbe per legge il controllo”. A parlare è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “Incapace di tagliare le spese inutili e gli sprechi - a partire dall'azzeramento dei numerosi, sono decine, e inutili incarichi dirigenziali esterni - il Comune di Verona tenta di far quadrare i conti aumentando le tasse e prelevando per l'ennesima volta al "bancomat" dell'Agsm. Pare infatti che sia già stato programmato in tutti i dettagli il nuovo agguato del dracula scaligero. Come? L'operazione che l'azienda sarà costretta a fare per ordine del socio unico comune di Verona è la seguente: Agsm si indebita con la banca X fingendo di fare l'operazione per 'motivi aziendali', mentre la vera finalità è quella di raccogliere soldi, per dare 'sangue' al vampiro di Palazzo Barbieri. L'Agsm è un patrimonio della collettività che eroga servizi non solo alla città di Verona ma a buona parte della provincia e la tutela della solidità dell'azienda è un interesse collettivo. I compiacenti o dormienti revisori dei conti cosa fanno? Perchè fingono di non vedere e non hanno mai denunciato queste operazioni di finanza creativa? Alla fine, come sempre accade, gli sprechi di oggi finiscono nella bolletta di domani”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Da che mondo è mondo gli stipendi dei direttori delle aziende, pubbliche o private che siano, li decidono i Consigli di amministrazione, che possono stabilirne l'entità visto che hanno per legge un ampio margine discrezionale. E' quindi fuorviante dire che in Acque Veronesi sono stati applicati i livelli dettati dai contratti nazionali, affermando che non era possibile fare altrimenti. Se non è in grado di far risparmiare l'azienda di cui è a capo il presidente Mariotti farebbe meglio a dimettersi. A meno che, invece, lo stipendio del direttore non sia stabilito in base ad ordini che vengono dall'esterno. In quel caso Mariotti farebbe meglio a dire da parte di chi. Infine ritengo che Acque Veronesi dovrebbe anche rendere noti i curriculum dei propri dirigenti. Ritengo infatti che sarebbe utile sapere quanti di loro sono laureati o sono arrivati in Acque Veronesi dopo aver fatto esperienze importanti in realtà analoghe. Anche nel più piccolo dei Comuni per assumere ruoli da impiegati apicali, che vengono pagati decisamente meno dei manager di Acque Veronesi, serve una laurea. Non credo che in Acque Veronesi le cose stiano così...”

Stefano Valdegamberi

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“Acque Veronesi ha un direttore che ha uno stipendio più alto di quello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e dei premier inglese David Cameron e francese Francois Hollande, e dirigenti che hanno buste paga più alte di quella del premier russo Wladimir Putin e di quello spagnolo Rajoy. E tutto questo a spese dei cittadini, che pagano bollette dell'acqua sempre più care”. A parlare è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, che commenta i dati relativi agli stipendi di manager e dirigenti dell'azienda che ha sede a Verona ma gestisce il servizio idrico in buona parte della Provincia. “La stessa Acque Veronesi ha pubblicato gli stipendi lordi delle proprie figure di vertice, rendendo nota una situazione incredibile. Il direttore guadagna 242.500 euro lordi all'anno - più di Napolitano, che ne prende 220.000, Cameron (183.000) ed Hollande (178.000) – mentre i cinque dirigenti più importanti guadagnano da 108.000 a 117.000 euro lordi annui, ben più di Putin (93.000) e del premier spagnolo Rajoy (78.000). Solo per costoro l'azienda spende in stipendi quasi 700.000 euro l'anno, senza contare che ad essi sono destinati vari benefit, come auto aziendali di grossa cilindrata, telefoni e computers, e che magari sempre gli stessi ricevono anche viaggi omaggio. Non vorrei che oltre a tutto questo ottenessero anche premi di produzione o cose simili, visto che a fronte di tutto questo Acque Veronesi è riuscita lo scorso anno a realizzare manutenzioni straordinarie ed opere per soli 5 milioni di euro a fronte dei 10 previsti. E immagino che sotto a queste figure ce ne siano molte altre che ricevono stipendi ben superiori rispetto alla media delle persone che si trovano nella posta bollette che aumentano ogni anno. I soci di Acque Veronesi, che poi sono direttamente od indirettamente le amministrazioni comunali, pongano fine a questo scempio. Non possono più fare finta di nulla, perché hanno delle responsabilità verso i cittadini che amministrano che sono ben superiori agli interessi dei partiti o delle botteghe politiche”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “GLI ALLAGAMENTI SI RISOLVONO RIMBOSCANDO I MONTI. LA REGIONE DESTINI QUI I SOLDI CHE VORREBBE USARE PER INIZIATIVE MARCHETTARE”

“La Regione, invece di prevedere ingenti capitoli di spesa dedicati ad iniziative dal sapore 'marchettaro' attui le azioni che possono davvero prevenire le situazioni di crisi idraulica come quella che stiamo vivendo in questi giorni. Ce n'è una che costa poco e che da risultati provati: il rimboschimento delle montagne”. Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, annuncia la sua presentazione di emendamenti al bilancio di previsione della Regione volti a sostenere questa iniziativa. “Sembra l'uovo di Colombo – spiega Valdegamberi – ma la storia e la scienza idraulica parlano chiaro. Per quanto riguarda la storia abbiamo un esempio molto vicino. Nell'Ottocento la veronese val d'Illasi era soggetta a continui allagamenti ma poi all'inizio del Novecento degli amministratori illuminati hanno deciso di creare più a monte la foresta di Giazza, e questo ha risolto il problema. La scienza dice infatti che il rischio idraulico è dato dal rapporto fra quantità e velocità dell'acqua che scende a valle. I boschi hanno la capacità di assorbire l'acqua e di trattenerla, riducendone la velocità di discesa a valle. Per questo io proporrò di investire risorse nel rimboschimento. La Giunta regionale nel bilancio di previsione che ha predisposto ha destinato fondi ad attività 'marchettare' che possono certo essere utilizzati per cose più impellenti. E piantare i boschi in tutti i terreni inutilizzati è sicuramente una di queste. Perché così, investendo pochi milioni di euro, sarà possibile non far finire campi, attività e case sotto acqua, evitando anche di affrontare spese ingentissime per i bacini, che alla fine sono solo delle soluzioni tampone”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Sul suolo veneto non vengano più trasmesse o pubblicate dai media promozioni di slot-machines e gioco d'azzardo, per questo la Regione non dia più nessun contributo alle testate locali che ospitano questo tipo di pubblicità e diffidi in questo senso i media nazionali”. Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, chiede al presidente Zaia di essere coerente con le sue dichiarazioni a sostegno delle iniziative di contrasto alle macchinette mangia-soldi, adottando subito quelle misure che già da sola la Regione, senza attendere provvedimenti nazionali, può attuare. “Oggi – afferma Valdegamberi – presenterò un emendamento alla legge regionale attualmente in discussione in prima commissione sulle 'Norme in materia di sostegno al sistema radiotelevisivo ed editoriale locale e per la equa retribuzione della professione giornalistica' che prevede l'escusione dai contributi delle testate venete che trasmettono o pubblicano pubblicità delle aziende del gioco d'azzardo. Inoltre chiedo che la Regione diffidi le emittenti nazionali a non trasmettere in Veneto tali spot. Il gioco d'azzardo costituisce un pericolo per la salute pubblica, la Regione ha l'obbligo di contrastarlo in tutti i modi”. Valdegamberi, che su questo tema ha lanciato nei mesi scorsi una campagna volta al boicottaggio dei concorsi a premi statali, sta d'altro canto attendendo che venga portata in discussione la sua proposta di legge che prevede sgravi fiscali per i locali pubblici che non ospitano le slot-machines ed appesantimenti delle imposte per chi invece da esse trae guadagni e l'allontanamento delle macchinette mangia-soldi dai luoghi di aggregazione. “La maggioranza regionale agisca, perché mentre si continuano a lanciare proclami il gioco d'azzardo è diventato un'emergenza”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “LA REGIONE DESTINI ALL'EMERGENZA MALTEMPO I FONDI DESTINATI AD INIZIATIVE NON URGENTI. HO PRONTI IN QUESTO SENSO EMENDAMENTI PUNTUALI AL BILANCIO DI PREVISIONE”

“ Al di là della condivisibile richiesta al Governo di liberare risorse destinate al ristoro dello stato di calamità conseguente all'emergenza maltempo che si sta verificando in questi giorni in Veneto, la Regione ha l'obbligo di intervenire direttamente a sostegno delle popolazioni e le amministrazioni colpite dalle difficoltà idrogeologiche”, afferma Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolale. “Per questo – aggiunge – sto predisponendo una serie di emendamenti che presenterò in sede di approvazione del bilancio di previsione per il 2015. Uno strumento contabile in cui la maggioranza prevede la presenza di misure da finanziare con impegni di spesa importanti, anche per decine di milioni di euro l'uno, che sono sicuramente procrastinabili. Giusto per fare un esempio, ritengo che sia più urgente andare in aiuto di aziende o famiglie finite sotto acqua o sfollate o di Comuni che stanno vivendo in prima linea l'emergenza che non realizzare la sistemazioni di percorsi storici o culturali, come i sentieri della Grande Guerra. Quest'ultima, come altre che intende finanziare la maggioranza, è un'iniziativa importante ma la cui priorità viene certo sopravanzata da proposte figlie dell'emergenza. Per questo già da ora mi auguro che le mie idee a favore di chi si sta trovando a fare i conti con l'alluvione trovino la più ampia condivisione”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “LA REGIONE HA LASCIATO SENZA I SOLDI CHE VENIVANO EROGATI CON LA MOBILITA' IN DEROGA MIGLIAIA DI PERSONE RIMASTE SENZA LAVORO. TORNI SUBITO SUI SUOI PASSI!”

“Le scelte in tema di ammortizzatori sociali fatte dalla Regione stanno lasciando senza soldi migliaia di persone prive di lavoro. La Giunta torni sui suoi passi, ripristinando i fondi destinati alla mobilità in deroga”. A chiedere un cambio di rotta volto a risolvere i problemi di disparità di trattamento conseguenti alla decisione presa dalla Regione, di concerto con i sindacati, di spostare i fondi destinati alla mobilità alla cassa integrazione in deroga è Stefano Valdegamberi. Consigliere regionale Presidente di Futuro Popolare, che su questo argomento presenta un'interrogazione al Presidente ed alla Giunta regionali. “La Regione – spiega Valdegamberi – da tempo eroga, con fondi anche statali ed ora tramite Veneto lavoro, ammortizzatori sociali a sostegno dei lavoratori. Lo faceva con la cassa integrazione in deroga, che è rivolta a chi è ancora dipendente ma non lavora, e con la mobilità in deroga, alla quale potevano accedere coloro che erano rimasti senza un impiego. Lo scorso anno, però, in seguito ad un'intesa stipulata con i sindacati, la Regione ha sospeso i pagamenti della mobilità in deroga destinando i fondi alla cassa integrazione. Una scelta applicata negli ultimi mesi del 2013 e riconfermata anche per il 2014, con un successivo provvedimento adottato il 23 dicembre. E' evidente che queste scelte sono dovute alla scarsità di risorse in rapporto alle esigenze dettate dalla crisi economica e lavorativa, però in questo modo sono stati lasciate senza sostegno persone che già non avevano nessun rapporto di lavoro. Una situazione che non è certo equa ed alla quale è necessario porre immediatamente rimedio”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “IL NUOVO ECONOMISTA CASALI, INVECE DI SOSTENERE INIZIATIVE ECONOMICHE CHE CREANO PREGIUDIZIO A QUELLE ESISTENTI, LAVORI PER AIUTARE LE NOSTRE AZIENDE”

“Il nuovo economista Stefano Casali invece di parlare di presunte iniziative di rilancio economico, e di affermare che nascerà una business-city, dovrebbe tenere conto che chi amministra la cosa pubblica ha il dovere di sostenere davvero lo sviluppo economico e l'occupazione, promuovendo iniziative che creano nuova ricchezza”. Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, evidenzia i problemi legati alle ultime scelte fatte dal Comune nell'area di Verona Sud. “Qui si stanno solo trasferendo risorse da un posto all'altro e c'è il serio rischio che si crei pregiudizio ad attività già esistenti. Che proprio in un periodo di crisi come l'attuale non dovrebbero dover temere l'arrivo di altre realtà che fanno il loro stesso lavoro. E' evidente, infatti, che l'apertura di nuovi supermercati, che viene concessa solo per fare cassa, non può non avere effetti negativi per le attività commerciali che già ci sono. Così come che se davvero arrivasse Ikea si creerebbero seri problemi alle nostre imprese artigianali. Invece di avventurarsi in teorie economiche, insomma, il vicesindaco dovrebbe nel suo agire tenere conto della situazione complessiva dell'economia e del mercato. Il trionfalismo di Casali si scontra con i fatti. La storia ci insegna che dove sorgono certe realtà ne muoiono molte altre e che spesso il saldo finale è negativo. C'è insomma il forte rischio che si creino effetti distorsivi dell'economia esistente, visto anche che le catene della grande distribuzione usano ben pochi prodotti italiani, creando così un ulteriore danno. Qui abbiamo bisogno di strutture che prumuovano l'industria del turismo e le produzioni anche immateriali e non di attività commerciali. Perché alla fine dovremmo veder chiudere le nostre attività per promuovere il low cost Made in China”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Ti aspetto questa sera ore 20.45 a SELVAZZANO DENTRO Via Colombo 1 centro civico Presca quart. San Domenico

Aggiornamenti progetto di legge 342 - con Alessio Morosin Davide Guiotto Stefano Valdegamberi Antonio Guadagnini Fabrizio Albino Comencini

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VALDEGAMBERI: “LE SPIAGGE PER NUDISTI IN VENETO NON SONO UN OBIETTIVO DI CIVILTA'”. SUO L'UNICO INTERVENTO CONTRARIO ALLA LEGGE REGIONALE PRO-NATURISMO.

“Le spiagge per nudisti nel Veneto non sono un obiettivo di civiltà”. Ad affermarlo è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, che ha proposto l'unico intervento contrario alla legge regionale che riconosce e valorizza il turismo naturista. Legge presentata dal Consigliere della Lega Andrea Bassi e che, in forza di un sostegno trasversale, è stata approvata nel tardo pomeriggio di mercoledì con due soli no. Oltre a quello di Valdegamberi quello dell'assessore Renato Chisso, che ha condiviso la contrarietà espressa dallo stesso Valdegamberi senza però intervenire nella discussione. “Questa legge – afferma il presidente di Futuro Popolare - costituisce un’ulteriore banalizzazione del corpo umano. Quella banalizzazione che contribuisce a degenerare gli usi e i costumi di una popolazione che sta vivendo da decenni un progressivo decadimento di valori che si manifesta con la distruzione delle famiglie e l’attacco all’integrità della vita umana. Le giustificazioni di carattere economico, secondo le quali il naturismo costituirebbe un'opportunità di incremento del turismo veneto, emerse dalla discussione in aula non mi convincono per nulla. Per fare cassa siamo pronti a tutto? Credo che lo sviluppo del'accoglienza debba, invece, puntare su altri ambiti. Su un turismo a maggiore tutela della famiglia, soprattutto di quelle con più figli che spesso non possono permettersi una vacanza per i suoi costi eccessivi, ed un turismo accessibile a tutti, con servizi attenti e dedicati alle persone con disabilità”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “A VERONA GLI UFFICI STATALI, COMPRESA LA PREFETTURA, NON ESPONGONO LA BANDIERA DEL VENETO CONTRAVVENENDO ALLA LEGGE. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE ZAIA RICHIAMI SUBITO AL RISPETTO DELLE NORME TUTTI GLI ENTI”

“A parole tutti sono orgogliosi di essere Veneti ma poi nessuno fa rispettare le leggi che impongono agli uffici pubblici l'obbligo di esporre la bandiera della Regione”. Ad affermarlo è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, che segnala un fatto incommentabile. “Dal 1998 – spiega - c'è una Legge regionale, la numero 10, che stabilisce che tutti gli uffici pubblici, che siano regionali o meno, presenti in Veneto devono porre all'esterno dell'edificio in cui si trovano il vessillo regionale. Basta fare una passeggiata per le vie del centro di Verona, invece, per scoprire che nessun ufficio statale periferico, per prima la Prefettura, ha esposto la bandiera. Per questo chiedo al Governatore Luca Zaia e al presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato di richiamare tutti gli enti operanti in Veneto al rispetto della legge. E' inutile difendere a parole l'identità veneta se poi non si obbliga a rendere visibile, come dice la legge, il simbolo ufficiale della massima istituzione dei Veneti, la Regione. Cosa che, d'altro canto, avviene in tutte le Regioni del mondo”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Slot machines e gioco d'azzardo: temi di cui tanti, per primo il Governatore del Veneto Luca Zaia, si riempiono la bocca. Salvo poi, alla prova dei fatti, procrastinare ogni decisione concreta. Su questi argomenti da novembre è infatti ferma una mia Proposta di legge regionale, la numero 397, che, prendendo spunto dalla normativa in vigore in Lombardia, prevede sconti fiscali per chi non mette le macchinette mangia-soldi nel suo locale, aumenti di tasse per chi da essere trae guadagno e detta regole chiare per quanto riguarda la distanza delle slot da spazi d'incontro e luoghi sensibili. Da allora questa proposta non ha fatto nessun passo avanti, tanto che ieri ho scritto al presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, al presidente della Quinta commissione consiliare Leonardo Padrin ed a tutti i capigruppo per chiedere che quella proposta venga portata in aula nel prossimo Consiglio”. Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare che già tre anni fa aveva presentato un primo disegno di legge che la maggioranza ha ignorato, denuncia così l'inerzia della Regione sulle slot machines. “Il presidente Zaia appoggia le raccolte di firme in corso nei Comuni a sostegno di una proposta di legge nazionale? Pensi a far approvare la legge che è ferma nei cassetti del Consiglio regionale che lo sostiene. Invece di agire come fosse un Consigliere di opposizione faccia valere il suo ruolo e faccia portare in approvazione la mia proposta di legge. Se non riesce a fare tutto questo è meglio che si dimetta, perché significa che non ha una maggioranza al suo fianco. Per quanto mi riguarda io sono tornato a scrivere a tutti i sindaci del Veneto chiedendo di spingere affinché si passi dalle parole ai fatti, portando in discussione la Proposta di legge 397, e c'è già stato un Comune, quello vicentino di Cassola, che ha votato il proprio sostegno in Consiglio comunale. Il tempo dei proclami è finito!”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Cari Sindaci,
vi trasmetto in allegato il testo della Proposta di Legge n 397 del 27 novembre 2013. Una proposta regionale che ha lo scopo di arginare la piaga dilagante del gioco d’azzardo, in attesa di un ripensamento da parte del legislatore nazionale che ha specifiche competenze sulla materia.
Lo scopo di questa legge è di limitare il più possibile la diffusione delle slot machines, allontanandole dai luoghi di aggregazione e socialmente sensibili come scuole, centri ricreativi  e sportivi.
Inoltre introduce un aggravio della fiscalità regionale per quei locali che utilizzano le famigerate macchinette “mangia-soldi” e corrispondente sgravio fiscale per gli esercizi commerciali “slot free”.
Questa Proposta di Legge fonda la propria legittimità costituzionale sul valore primario della salute psico-fisica dei cittadini, della tutela dell’integrità relazionale e patrimoniale della famiglia e della sicurezza della popolazione.
Qualora approvata, questa legge permetterà di dare maggiore efficacia alle ordinanze dei Sindaci, i primi responsabili per quanto riguarda la tutela dei valori costituzionali sopra citati.
Chiedo la vostra condivisione di questa mia Proposta di Legge e, quindi, di sollecitare il Consiglio Regionale ad una celere approvazione della stessa, anche al fine di rendere più efficace e non impugnabile la vostra azione amministrativa sul territorio.

Cordialmente,

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VALDEGAMBERI: “GLI AMMINISTRATORI SARANNO RESPONSABILI PERSONALMENTE DEI DANNI DERIVANTI DAL NON FUNZIONAMENTO DEL TERMOVALORIZZATORE DI CA' DEL BUE. LI AVEVO AVVERTITI TRE ANNI FA CHE IL PROGETTO NON ERA SOSTENIBILE”

“Se, come è più che possibile, il nuovo termovalorizzatore di Ca' del Bue non verrà più fatto i milioni di euro di perdite che avrà Agsm dovranno essere pagati personalmente dagli amministratori dell'azienda e del Comune”. A parlare è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare che già tre anni e più fa, quando era Consigliere comunale a Verona, aveva anticipato i problemi che solo ora vengono ammessi dal sindaco Flavio Tosi e dai vertici di Agsm. “Io allora avevo fatto interventi puntuali sia verbali che scritti nei quali chiedevo di sospendere la gara d'appalto per il termovalorizzatore, spiegando che mancavano i presupposti per il funzionamento dell'impianto. Che sarebbe stato non sostenibile economicamente e che non avrebbe avuto sufficienti quantità di rifiuti da bruciare per poter essere efficiente. Allora nessuno mi ha ascoltato. Anzi, sono andati avanti con l'appalto senza nemmeno avere la certezza dei Cip6, che sono l'unico modo per tenere in piedi, seppur con il nastro adesivo, un'operazione che altrimenti non è realizzabile. E' evidente, insomma, che ci sono delle gravi responsabilità in tutto questo. Delle responsabilità che questi signori non possono come al solito scaricare sui cittadini, facendo pagare loro bollette più salate. E' inutile che cerchino alibi. Se il termovalorizzatore non verrà fatto dovranno rispondere personalmente dei danni conseguenti”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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