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BIRRA DI QUALITA' E CULTURA NEL SEGNO DELLA RISCOPERTA DALLA MONTAGNA VERONESE – L'INSOLITO BINOMIO ANDRA' IN SCENA DOMENICA 22 MARZO AL VINITALY

Domenica 22 marzo, alle ore 15, al padiglione C, stand B36, del Vinitaly “Birra Cimbra”, azienda che produce una birra di alta qualità, ospiterà un momento culturale con la presentazione del libro "I nomi raccontano la storia" di Stefano Valdegamberi, che sarà presente in veste di studioso di storia e tradizione della Lessinia e della lingua cimbra. La birra Cimbra nasce dall’idea di giovani imprenditori del vicentino Altopiano dei Sette comuni, con la precisa volontà di valorizzare la tradizione dei territori cimbri, dei quali fa parte storicamente anche la Lessinia. L’intenzione è quella di associare la cultura cimbra ad un prodotto eternamente giovane come la birra, per attirare così anche l’interesse delle nuove generazioni alla riscoperta delle nostre radici. La tradizione cimbra, che si espande dal 1200 d.C. lungo tutto l’arco alpino, racconta storie di eroica fatica e di sacrificio, ma anche di solidarietà e di gusto della vita. Una storia fatta di fedeltà alla tradizione, ma anche di coraggio, creatività ed innovazione. “I nomi raccontano la storia” è il titolo della recente pubblicazione di Stefano Valdegamberi che ricostruisce attraverso uno studio storico della toponomastica, l’origine della comunità di Badia Calavena, antico comune cimbro della Lessinia (Verona), ripercorrendo le tappe delle sue antiche origini teutoniche. La birra diventa così il veicolo per far apprezzare, soprattutto tra i giovani, quest’antica cultura e lingua che oggi rischia di scomparire. Un patrimonio di cui il Veneto non può fare a meno.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro popolare: "Proprietari di immobili concessi in locazione e inquilini pagano nel Veronese tasse più elevate che da altre parti a causa dell'inerzia delle pubbliche amministrazioni e delle associazioni di categoria. Si ponga immediatamente rimedio a questa situazione!"

“Gli accordi territoriali tra le associazioni piu rappresentative dei proprietari di immobili e quelle degli inquilini garantiscono la possibilità di dare in locazione abitazioni a canoni concordati, che sono meno onerosi per gli inquilini e che permettono ai proprietari di ottenere agevolazioni fiscali. Questi accordi sono normalmente previsti per i comuni ad alta tensione abitativa. Nel Veronese, oltre al Comune capoluogo di provincia, sono Bussolengo, Villafranca, Legnago, San Martino Buon Albergo e San Giovanni Lupatoto. Pochi sanno, tuttavia, che dal 2014 è possibile estendere, sempre nel Veronese, gli stessi accordi e le medesime agevolazioni fiscali (come l'abbattimento del 50 per cento della cedolare secca) anche ai Comuni alluvionati”. A parlare è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale Presidente di Futuro popolare. “L'elenco dei paesi della nostra provincia che possono usufruire di tale opportunità – continua - è formato da ben 65 enti locali su 98. Come ha ben evidenziato Confabitare in un recente convegno svoltosi a Verona, questa opportunità prevista dalla legge per inquilini e proprietari viene del tutto disattesa. Invito pertanto i sindaci dei Comuni interessati a sollecitare le associazioni dei proprietari e degli inquilini affinchè stipulino quanto prima spefici accordi territoriali, per poter beneficiare di vantaggi fiscali che sono previsti dalla legge ma che oggi sono di fatto negati. Si tratta di milioni di euro che vengono pagati in piu di canoni e tasse da proprietari e affittuari solo per l'indifferenza e l'inerzia di chi dovrebbe agire”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Caro Elton John, “you make me sick!”, ovvero “mi fai schifo!”. Queste sono alcune delle parole contenute nella lettera che il Consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha postato sul profilo twitter del cantante inglese. “Con i soldi – afferma nella sua missiva Valdegamberi - tu pensi di comprare qualsiasi cosa tu voglia, perché credi che costituisca un diritto l'ottenere tutto quello che pretende il tuo egoismo. Con i soldi tu hai comperato una bambina da una donna che ha 'affittato' il suo utero. Hai privato questa bambina della possibilità di succhiare dal seno della mamma. Ma con i soldi evidentemente si può tutto. Anzi, hai pagato un aereo che faccia da spola con l'America per portare alla malcapitata creatura il latte di una mamma che in realtà non avrà mai il diritto di conoscere. E ora fai ancora più schifo perché ti permetti di boicottare gli stilisti Dolce e Gabbana solo perchè hanno avuto il buon senso di dire che non è giusto compromettere la vita dei bambini con le proprie scelte sessuali. La vita degli altri non è un bene di consumo, ancor meno quella dei bambini! Questo mio sfogo lo faccio dall'Italia dove, forse ancora per poco, c'è la libertà di dire che fai schifo senza rischiare fino a sei anni di galera per omofobia. Non posso non provare avversione nei confronti delle forze politiche che promuovono il diritto all'eugenetica e a decidere sulla vita dei bambini, come fossero oggetti di gratificazione da acquistare senza difetti al supermarket. Risvegliamo le nostre coscienze, perchè queste degenerazioni non entrino come diritti nel nostro sistema giuridico e perchè tutti i bimbi abbiano il diritto ad un papà e ad una mamma!”

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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"La sicurezza non si fa con la demagogia e nemmeno con i militari dell'esercito che vanno, 'scortati' da un carabiniere, a passeggio per la città. In attesa di una riforma generale, il pattugliamento del territorio deve essere effettuato da chi lo sa fare, per cui questi militari, che hanno ben altre competenze, devono essere impiegati, unitamente ai civili, in servizi logistici interni e di burocrazia. Vanno messe, invece, sul territorio le forze di polizia che sanno fare il loro mestiere, perchè addestrate professionalmente per l'ordine pubblico". "Per questo - afferma Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare - propongo di dimezzare le scorte ai politici (sindaci o parlamentari che siano) e di adoperare gli agenti liberati da tale compito per il controllo del territorio. Le scorte in Italia sono diventate uno status symbol e rappresentano un vizio italiano più che una effettiva necessità. In uno Stato dove persino il numero dei generali (nominati dalla politica) si è moltiplicato a dismisura negli ultimi decenni, togliamo almeno da quelli in pensione il diritto all'autista a vita e mettiamo queste risorse a servizio della sicurezza nei nostri quartieri. Il resto sono solo azioni di facciata".

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Servizio televisivo sulla nascita di nuovo gruppo fb per conoscere la lingua cimbra

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Servizio televisivo sull'approvazione della legge sull'affido dell'anziano

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"Il disegno di legge sull'affido familiare degli anziani che è stato approvato oggi in Consiglio Regionale costituisce un salto di qualità per la già grande civiltà dei veneti", così Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro popolare, commenta il voto favorevole dell'assemblea veneta alla proposta di legge che ha portato avanti, a volte non senza difficoltà, negli ultimi anni e che finalmente è sfociata in un provvedimento normativo. "Con questa legge - spiega - si consente a molti anziani soli e abbandonati di ritrovare una famiglia affidataria che li prenda in carico. Quello sull'affido familiare è un testo normativo che vuole vincere l'isolamento in cui versano sempre più persone della terza età, creando un contesto di garanzia e di tutela attorno a loro e dando loro la possibilità di riscoprire il calore e l'affetto di una famiglia affidataria, senza farli vivere racchiusi fra le fredde mura di un ospizio. D'altro canto ora si potrà impostare un nuovo welfare basato sul recupero dei valori della comunità familiare, con notevole risparmio di risorse pubbliche e con una maggiore umanità". La legge prevede, grazie all'istituto giuridico dell'affido, di poter fare con l'anziano ciò che oggi avviene con i minori: egli potrà decidere di affidarsi a "nuove famiglie" o comunità che con affetto e cura lo accompagnino, temporaneamente o in via definitiva, nella sua vecchiaia. Il tutto sotto il controllo e la vigilanza delle strutture pubbliche che devono garantirlo nei confronti di ogni possibile abuso o raggiro. "Più comunità e meno individualità dev'essere il motto del nuovo welfare", conclude Valdegamberi. "Un programma che l'innovativo progetto approvato oggi, che è stato redatto grazie anche al contributo dell'associazione 'Anziani a casa propria onlus' di Padova, sicuramente permette di mettere in pratica".

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Inviato da il in News
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“Il Veneto – afferma Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare - nell'ultimo decennio ha avuto un ruolo fondamentale per quanto riguarda l'istituto dell'amministratore di sostegno. Figura che rappresenta un efficacie strumento di protezione delle persone prive, in tutto o in parte, dell'autonomia necessaria all'espletamento delle funzioni della vita quotidiana. In seguito all'approvazione, avvenuta nel gennaio del 2004, della legge che ha istituito questa figura, il Veneto è stata una delle prime Regioni che si è occupata del tema, tanto che il Ministero del Lavoro l'ha riconosciuta come capofila di un progetto nazionale che aveva come obiettivo quello di contribuire a creare una rete di relazioni tra istituzioni e associazioni a supporto di coloro che volontariamente svolgono questa funzione di accompagnamento e di sostegno”. “Nonostante l'impegno profuso da associazioni ed istituzioni a promuovere questa presenza, e il giudizio positivo espresso dalle famiglie, e per quanto da fonti ministeriali si sappia che sono ancora disponibili fondi ed aiuti, da anni la Regione sta tacendo su questo argomento. Per questo, ritenendo che sia necessario istituire l’elenco regionale degli amministratori di sostegno e un tavolo interistituzionale con Regione, Presidenti dei tribunali, Ordini degli avvocati ed associazioni, ho interrogato la Giunta regionale per sapere 'se intende riassumere il ruolo di Regione capofila del Progetto nazionale Amministratore di Sostegno, beneficiando anche dei contributi statali, e quali altre azioni necessarie alla promozione dell’istituto dell’Amministratore di sostegno essa voglia intraprendere”.


Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

Iri-AMMINISTRATOREdiSOSTEGNO_2015DEFINITIVO.doc

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Leggo sulla stampa che la famiglia Cassol sarebbe pronta a chiedere i danni al sig. Stacchio per il bandito morto nella sparatoria scaturita dalla rapina a una gioielleria a Ponte di Nanto, nel Vicentino. Uno Stato serio dovrebbe invece denunciare per associazione a delinquere anche ifamiliari del bandito del campo nomadi di Fontanelle, nel Trevigiano, gli stessi che chiedono i danni. L’aggressione non è un fatto isolato e singolo, ma frutto di un’organizzazione malavitosa pericolosa, feroce, armata di kalashnikov, come un vero commando militare.
Vi sono tutti i presupposti dell’associazione a delinquere di cui all’art. 416 del Codice Penale estesa anche alle famiglie dei nomadi che hanno partecipato alla rapina. Le stesse, infatti, hanno più volte condiviso o quantomeno coperto le azioni criminali dei loro clan. I nomadi, non prendendo nemmeno le distanze dalla rapina a mano armata, manifestano palesemente la loro complicità in questo reato. Vi è pertanto una evidente stabilità dell’accordo, ossia un vincolo associativo destinato a perdurare nel tempo anche dopo la commissione dei singoli reati specifici che attuano il programma dell’associazione. La stabilità del vincolo associativo dà al delitto in esame la tipica natura del reato permanente e l'esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti che coinvolge le famiglie dell’accampamento. Lo Stato deve denunciare queste famiglie mandanti alla pari chi esegue materialmente il crimine. Altro che richiesta di risarcimento al sig. Stacchio, al quale va tutta la mia solidarietà e il mio appoggio, anche concreto se serve.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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L’istituzione di un registro per le coppie di fatto compreso quelle omosessuali, risulta solo un “manifesto politico” privo di alcuna efficacia giuridica, perché non rientra nell'autonomia regolamentare degli enti locali la potestà di disciplinare situazioni di diritto familiare. Tale registro, pertanto, ha un’esclusiva natura ideologica e simbolica.

Non vi è alcuna esigenza e urgenza sociale, nella nostra città, all’istituzione di tale registro. Le esigenze e i bisogni dei nostri cittadini sono altri e ben più importanti di un registro, che non darebbe sollievo ad alcuno, perché inutile. E’ solo il caso di rilevare, a tal proposito, che nei Comuni in cui il registro è stato istituito - proprio perché non ha alcuna efficacia giuridica, ma ha solo una valenza simbolica e ideologica - le adesioni sono state nulle, o scarse, tanto è vero che alcuni Comuni hanno provveduto ad estinguere tale strumento. Le coppie di fatto, nel nostro ordinamento giuridico godono già della maggior parte dei diritti riconosciuti alle coppie coniugate e non hanno bisogno di un registro che non dà loro alcun ulteriore diritto, in quanto irrilevante giuridicamente.

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“In questi giorni stanno piovendo cartelle pazze della Regione Veneto relative a “Bolli auto” che sono regolarmente pagati, cosa verificabile persino accedendo al sito Internet regionale, e nei quali viene chiesto in maniera indebita il pagamento di tasse arretrate con relative sanzioni”. Ad affermarlo è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “Il problema più rilevante è che i cittadini non sono nemmeno messi nelle condizioni di segnalare agevolmente agli uffici competenti l’errore”, spiega. “In questi giorni molti si sono rivolti al sottoscritto perché si sono trovati nell’impossibilità di comunicare i dati alla Regione. Infatti sull'avviso di accertamento viene indicato un numero telefonico (il numero verde 840848484) e persino l'ora ed i giorni nei quali si può telefonare al costo di un centesimo a chiamata. Peccato però che tutti coloro che mi hanno contattato non siano riusciti a mettersi in contatto con alcun operatore. Sono stati posti in lista di attesa e quando, dopo decine di minuti, è arrivato il loro turno, stranamente dopo tre squilli la linea diventava occupata e poi s’interrompeva la comunicazione. C’è chi ha passato ore ed ore al telefono per niente!” “Un altro problema ricorrente è quello delle auto storiche che sono ferme in garage. Un caso per tutti, che la dice lunga sulla burocrazia regionale. Un contribuente ne possiede una che ha trent'anni di vita. Nonostante abbia inviato la copia del libretto di circolazione con tutti i dati dell’auto, che la Regione avrebbe potuto tranquillamente verificare presso i pubblici registri, gli viene richiesta persino una dichiarazione resa di fronte al notaio a conferma di quanto aveva già comunicato. Com’è possibile dover far certificare dal notaio informazioni che già la pubblica amministrazione possiede? Perché non vengono utilizzate le banche dati dei pubblici registri? Spero non sia più facile mandare cartelle esattoriali 'a caso', così che uno ogni tanto qualcuno paga due volte, sbagliandosi. Perché mentre la Regione certifica in Internet il regolare pagamento della tassa di circolazione, essa stessa invia al domicilio dei contribuenti lettere che dicono l’esatto contrario, obbligandoli a passare ore a telefonare a numeri verdi fantasma? È difficile riformare un Paese se non si comincia da queste piccole cose. Eppure ci si lamenta ogni giorno che abbiamo esuberi di personale nella pubblica amministrazione, a cominciare dalle Provincie. Invito la Giunta regionale a sistemare quanto prima questi spiacevoli disguidi, che certo non si addicono ad una Regione come il Veneto”.

Stefano Valdegamberi
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"In occasione della trentasettesima Giornata per la vita, che si celebrerà domenica primo febbraio, faremo conoscere la storia vera di una mamma veronese, Francesca Scalisi, che ha affrontato con continuo attaccamento alla vita le tristi vicende da lei vissute. La storia che lei ha voluto raccontare nel libro rivolto alla propria figlia Susanna, “Il dono della vita”. Francesca Scalisi è una mamma che ha perso due bambini ad un anno di distanza l’uno dall’altro, nello stesso giorno, proprio mentre un'altra donna “buttava” nella spazzatura la sua creatura di poche ore". Così Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, invita gli organi di stampa all'incontro di presentazione del libro che è previsto per sabato 31 gennaio alle ore 11 al Liston 12, in piazza Bra a Verona. "Quest'opera – continua Valdegamberi - è il frutto della scelta di una mamma di raccontare per iscritto alla propria figlia, nata e cresciuta con gravi problemi cardiaci, le tappe di un percorso che è stato lastricato di sofferenza e speranza ma sempre rivolto alla vita. Un diario che racconta alla figlia, una volta diventata grande, nonostante i dottori le avessero dato poche settimane di vita, le varie tappe della loro difficile vita. Un'esistenza sempre a rischio, vissuta intensamente in un stretto rapporto madre-figlia che mette in evidenzia la grandiosità e la preziosità della vita umana".

Stefano Valdegamberi
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Oggi la Fism veneto e' venuta in Consiglio regionale lamentando il mancato pagamento dei contributi alle scuole paritarie d'infanzia e dei nidi del 2014 e di parte del 2013. Quando sollevai il problema, pochi giorni fa, venni tacciato pubblicamente come un bugiardo dallo stesso assessore regionale Bendinelli su un quotidiano veneto. Per analogia devo dire che sono bugiardi e visionari anche tutti i gestori e i loro rappresentanti che oggi in Regione hanno fatto un appello accorato ai consiglieri e al Presidente Ruffato, dicendo di non riuscire a pagare gli stipendi dei loro dipendenti. Tralasciando sterili polemiche, nell'incontro ho lanciato la proposta concreta di esentare queste scuole, in quanto enti non-profit, dal pagamento dell'imposta regionale sulle attivita' produttive (irap) che per loro vale circa 4.500.000 di euro. Se il problema e' quello del patto di stabilita', togliamo l'irap da queste scuole, piuttosto che incassare somme che poi non si riescono a spendere, "promettendo" contributi che mai arrivano a destinazione o molto tardivamente. Queste hanno bisogno di certezze e non di pacche sulle spalle o di scarica barile sulle responsabilita' tra i diversi livelli dello Stato. Una proposta concreta e' quella che ho fatto, la maggioranza l’accolga.

Stefano Valdegamberi
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Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, dopo aver recentemente presentato in merito un'interrogazione alla Giunta regionale sinora senza risposta, ha scritto a tutte le realtà interessate dal dall'intervento di prolungamento sino ai pressi del depuratore civile di Cologna Veneta del collettore che trasporta a valle i reflui degli impianti di depurazione dell'area conciaria vicentina, affermando che il progetto prevede l'utilizzo di tecniche realizzative che sono obsolete e, quindi, pericolose per la salute dei cittadini. La missiva, che è stata inviata a Consorzio Aziende Riunite Collettore Acque (A.RI.C.A.), Acque del Chiampo S.p.a., Medio Chiampo S.p.a., M.B.S. Montecchio Brendola Servizi S.p.a., A.V.S. Alto Vicentino Servizi S.p.A., sindaco di Cologna Veneta e Procura della Repubblica di Vicenza, è decisamente esplicita. “In considerazione dell'importanza ambientale e dell'importo dell'intervento, 10 milioni di euro finanziati dalla Giunta regionale, si rimane sconcertati dalle scelte contenute nel progetto preliminare, che prevede la realizzazione di una condotta in calcestruzzo, materiale ormai in disuso per le note problematiche che questo tipo di condotta comporta.”, afferma Valdegamberi. “Da un confronto con diversi tecnici esperti è emersa l'assurdità della scelta progettuale, totalmente contraria alla logica delle attuali realizzazioni. Prima che si proceda a realizzare l'ennesima opera inutile con denaro pubblico, mi sono sentito in dovere come amministratore di rivolgermi al committente e alla Giunta regionale per chiedere le motivazioni di suddetta decisione. Mi auguro che non siano altre le finalità e che siano adottate le soluzioni tecniche che offrano la maggiore sicurezza possibile per l'ambiente e quindi per i cittadini, in un giusto rapporto qualità-prezzo, considerato anche alla luce dei successivi costi di manutenzione della condotta. Criteri che, a detta dei tecnici da me consultati, il progetto preliminare adottato purtroppo non contempla. Nel rendere pubbliche queste considerazioni mi auguro che si decida di fare marcia indietro”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Mi giungono telefonate da gestori dei nidi e delle scuole d'infanzia, chiedendomi notizie in merito al pagamento degli arretrati dei contributi regionali, che partono addirittura dal 2013, per i quali era stato minacciato uno sciopero con la sospensione del servizio. Secondo la Giunta regionale il problema era stato risolto, tanto che, in seguito alle affermazioni dei rappresentanti dell'esecutivo, tutti i media avevano annunciato che entro la fine del novembre scorso, 2014, la Regione avrebbe erogato le tranche più arretrate. Invece siamo a metà gennaio, 2015, e ancora non si è visto nulla, tanto che ci sono strutture che sono ormai in ginocchio”. Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, torna a sollevare una questione che pare essere senza soluzione. “Invito la Giunta regionale a lanciare meno annunci ed a realizzare più fatti. E' vergognoso che chi fa funzionare nidi e scuole dell'infanzia in supplenza dello Stato e delle Regioni - facendo risparmiare una montagna di soldi alle casse pubbliche grazie a una gestione che si basa sul volontariato di famiglie che pagano rette consistenti proprio a causa della quasi assenza di servizi pubblici – sia di fatto umiliato dalle istituzioni. Ovvero che debba non solo fare i conti con i ritardi nel trasferimento delle risorse dovute ma anche con annunci a cui non viene data attuazione. Meno fiction e più concretezza: il personale, insegnanti in primis, non si paga a fine mese con soldi virtuali".

Stefano Valdegamberi
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IN LESSINIA GLI ATTACCHI DEI LUPI CONTINUANO, COME SONO STATI SPESI I FONDI EUROPEI DESTINATI A TROVARE SOLUZIONI ALTERNATIVE SODDISFACENTI?

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“Al posto di destinare risorse al sostegno dell'economia e delle aziende, in Veneto si spendono fior di quattrini per iniziative come quella a favore dei lupi, animali che da centinaia d'anni mancavano dal nostro territorio, o per contare le anguille. Adesso, partendo dai lupi, la Regione deve spiegare come utilizza i soldi pubblici che sta gestendo”. Così Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, spiega il senso dell'interrogazione alla Giunta regionale che ha depositato questa settimana, “per sapere nel dettaglio la descrizione delle attività, degli importi e dei beneficiari di tutte le spese sostenute nell’ambito del progetto Life WolfAlps”, chiedendo “copia di tutte le ricevute giustificative che sono state liquidate per tale progetto sia dalla Regione che dagli altri enti coinvolti”. Nella sua interrogazione Valdegamberi ripercorre le tappe della recente storia dell'arrivo in Veneto, ed in particolare nella montagna veronese, dei lupi e spiega come, in seguito al loro apparire nel nostro territorio, sia stato messo in piedi un progetto co-finanziato dall'Unione europea del valore di più di 6 milioni di euro. “Pur a fronte di una congiuntura economica negativa senza precedenti, si spende una montagna di soldi per animali che arrecano danni e da lungo tempo non fanno più parte del nostro ecosistema. Chiaramente io ritengo che quei soldi, la Regione Veneto gestisce un budget di ben 560.000 euro, potrebbero essere meglio impiegati in azioni a sostegno delle aziende. In ogni caso ora ho chiesto che mi venga spiegato per filo e per segno dove finisce ogni centesimo di quei soldi, con l'impegno a rendere pubblico il contenuto delle risposte che riceverò”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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