Cookie 
Questo sito utilizza cookie analitici di terze parti per analizzare la Tua navigazione del sito, cookie di profilazione di terze parti per tracciare la Tua navigazione ed inviarti pubblicità in linea con le Tue preferenze e cookie sociali di terze parti per permetterti di interagire con i social network. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o a alcuni cookie clicca qui
Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all’uso dei cookie.

  • Home
    Home Questo è dove potete trovare tutti i post del blog in tutto il sito.
  • Categorie
    Categorie Consente di visualizzare un elenco di categorie di questo blog.
  • Tags
    Tags Consente di visualizzare un elenco di tag che sono stati utilizzati nel blog.
  • Bloggers
    Bloggers Cerca il tuo blogger preferito da questo sito.
  • Accesso
    Login Modulo Login

“La Giunta Regionale ha valutato attentamente le scelte progettuali attuate dallo Studio Galli su incarico del Consorzio Arica e, se le ha ritenute tecnicamente idonee e compatibili con l’intervento previsto, in relazione ad eventuali possibili danni per la salute dei cittadini e di maggiori costi di manutenzione derivanti dall’esecuzione di un opera secondo modalità ritenute dagli esperti obsolete e del tutto inadatte alle finalità dell’intervento, ha valutato anche soluzioni alternative che oggi vengono normalmente praticate in contesti similari?” E' questa la conclusione dell'interrogazione alla Giunta Regionale che è stata presentata oggi (martedì 23 dicembre 2014) dal consigliere Stefano Valdegamberi, presidente del gruppo Futuro Popolare. “La Giunta Regionale – spiega l'interrogazione - ha finanziato per 10 milioni di euro il prolungamento del 'tubo', cioè del collettore che trasporta le acque reflue dei depuratori del polo conciario della Valle del Chiampo, nel Colognese, sulla base di un progetto preliminare depositato in Regione a firma dello Studio SGI Galli Ingegneria Spa di Padova. Vi è però notizia che la progettazione preliminare di quest’opera tanto costosa quanto importante (ancorché comunque non risolutiva del problema, in quanto non fa altro che trasferire a valle un problema che esiste a monte) presenta soluzioni progettuali del tutto inadeguate in merito alla natura del collettore, con particolare riferimento ai materiali utilizzati”. “Da un parere tecnico-ingegneristico che ho acquisito da tecnici esperti del tutto autonomi è emerso che i tubi in calcestruzzo che raggiungono la lunghezza massima di 3 metri, soprattutto in relazione alle caratteristiche del terreno della zona interessata dal progetto, rendono la fogna molto vulnerabile in quanto il numero delle giunzioni, parte critica delle condotto a gravità, come minimo raddoppiano. Per il peso che hanno basta un modesto assestamento del letto di posa per provocare il disallineamento dei singoli conci, rendendo di fatto impossibile nel tempo la tenuta idraulica dei giunti. D'altro canto, le giunzioni delle condotte in calcestruzzo sono tra quelle più esposte all’intromissione delle radici, con la logica ostruzione del flusso idraulico, la portata idraulica dei tubi in calcestruzzo rispetto ad esempio ai tubi in materiale termoplastico, a parità di diametro, è minore ed inoltre sono soggetti ad una maggiore erosione delle pareti interne e ad un maggior accumulo di detriti con conseguente ristagno”. “I manufatti in cemento – precisa Valdegamberi - sono più esposti agli agenti chimici, quindi per niente indicati, nelle fogne miste dove è sicura la presenza di detersivo o acidi di uso domestico e, a maggior ragione, non utilizzabili per gli scarichi industriali e nel caso in esame. Stante la natura degli scarichi risultano, a parere di molti tecnici da me consultati, del tutto inadatti”. Per questo, “Ritenuto che in questo Paese i 'difetti progettuali', a volte voluti o indotti dalla politica, spesso hanno pregiudicato la funzionalità di molte opere pubbliche, con conseguenze a volte irrecuperabili per la salute dei cittadini oltre che un inutile spreco di risorse pubbliche, proprio in un momento in cui risulta particolarmente doveroso spendere al meglio il denaro pubblico,

Ritenuta necessaria una valutazione comparata tra le soluzioni alternative, in modo da stabilire la scelta più economicamente vantaggiosa per la collettività, contemplando nella valutazione la tutela della salute pubblica e i futuri costi di manutenzione e gestione, e non della scelta 'politicamente più auspicata' anche se ritenuta del tutto irrazionale da buona parte degli esperti del settore”. “Dispiacerebbe – conclude Valdegamberi - un domani dire: “L’avevamo detto, ma non si è fatto nulla”.

Taggati su: Futuro Popolare

PROLUNGAMENTO COLLETTORE REFLUI DEI DEPURATORI DEL VICENTINO A COLOGNA VENETA: VIENE RELIZZATO CON TECNICHE DI PROGETTAZIONE E CON MATERIALI OBSOLETI, METTENDO IN PERICOLO IL TERRITORIO E LA SALUTE DEI CITTADINI?

Iri-Colletore-nel-colognese.doc

Taggati su: Futuro Popolare

“Sono pienamente solidale con Artur Mas, Presidente della Catalogna, che è indagato con accuse pesanti ed infamanti per aver sostenuto il referendum per l'autodeterminazione svoltosi il 9 novembre scorso. Quel giorno io ero a Barcellona come osservatore, insieme a ad altri rappresentanti istituzionali e non, provenienti da diverse parti del mondo. Ho assistito ad una grande lezioni di partecipazione pacifica popolare, una vera e propria scuola di democrazia. Il referendum, che era autogestito da 35.000 volontari, pur senza iniziative istituzionali, ha mobilitato un numero di elettori catalani quasi pari a quello che partecipa ad una consultazione elettorale istituzionale. Mai visto nulla di simile. File di persone, anche di un centinaio di metri, famiglie con figli e nonni che silenziosamente e ordinatamente attendevano il momento del voto. Il messaggio antidemocratico che la Corte superiore di giustizia della Catalogna sta manifestando con l'attacco ad Artur Mas, uomo simbolo anche se non organizzatore dell'iniziativa referendaria, è un'azione autoritaria che viola il principio di libera e pacifica autodeterminazione dei popoli. Gli egoismi e i freni posti alla creazione dell'Europa dei popoli, in un assetto istituzionale di un moderno federalismo dei territori, è un grave colpo di coda e dimostra quanto sia lontana l'idea di uno stato federalista europeo dei territori, superando gli attuali stati corrotti, indebitati e ingessati dalla tecnocrazia burocratica”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

Taggati su: Futuro Popolare

Il Tribunale amministrativo regionale del Veneto ha fissato per il il 22 gennaio 2015 l'udienza per il ricorso presentato dai Giuristi per la vita e dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare) contro la delibera della Giunta regionale che introduce le linee guida per la fecondazione eterologa in Veneto. “Il ricorso – spiega Valdegamberi - ribasce la non competenza della Giunta regionale, in quanto organo esecutivo e non legislativo, in merito alla materia e conferma che tale competenza spetta allo Stato e non alle Regioni. Inoltre sono violati i diritti costituzionali e inviolabili dell'uomo, tra i quali quello di conoscere la propria identità genetica, e, al figlio, di sapere chi è il proprio genitore naturale. La fecondazione eterologa, inoltre, porta all'uccisione mediamente di 9 embrioni prima di raggiungere con successo lo scopo. Una pratica onerosa per la collettività. E' assurdo che il potere giudiziario si sostituisca a quello legislativo, e ancor più che una Giunta regionale, e non un Consiglio, si sostituisca nell'assumere decisioni ad un Parlamento nazionale. Auspico pertanto che il Tar del Veneto blocchi questo provvedimento palesemente illeggitimo. Invito la giunta regionale ad essere cooerente con i valori che dichiara di difendere con la Festa della Famiglia. La Festa della Famiglia ha motivo di esistere se la Giunta coerentemente la difende, altrimenti rischia di diventare una mera manifestazione di immagine e di opportunismo politico, mentre la Giunta assumne provvedimenti che viaggiano su binari diversi”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

Taggati su: Futuro Popolare

VALDEGAMBERI: “IL PAGAMENTO DELL'IMU SUI TERRENI AGRICOLI E' STATO RINVIATO AL 26 GENNAIO, ORA SI RIVEDANO I CRITERI PER EVITARE DI APPLICARLA ANCHE SULLE ROCCE E LE STERPAGLIE IMPRODUTTIVE”

“In extremis il Consiglio dei ministri ha deciso un mini-rinvio al 26 gennaio della scadenza per il pagamento dell’Imu sui terreni per i quali non c'è più esenzione, adesso però deve essere fatto il resto”. Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro popolare, spiega che il nodo da egli stesso sollevato riguardante la disciplina degli “ex-montani” prevista nel decreto di Economia, Interno e Politiche agricole del 28 novembre scorso non è ancora stato sciolto. “In quel provvedimento, che attua la riforma introdotta ad aprile per finanziare con 350 milioni una piccola parte del bonus da 80 euro del 2014, si prevedono per i terreni tre trattamenti diversi, distinti sulla base della «altitudine al centro» del Comune in cui sono collocati”, spiega Valdegamberi. ”L’esenzione totale, in base al provvedimento, rimarrebbe solo in 1.498 Comuni (contro i 3.409 attuali) perché la loro «altitudine al centro» è superiore a 600 metri, mentre in 2.544 Comuni compresi fra 281 e 600 metri sarebbero esenti solo i terreni di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, ed infine nei comuni con altitudine fino a 280 metri tutti sono costretti al pagamento. Le distorsioni nascono dai criteri con cui si considera montano o meno un determinato Comune. L'unica discriminante è data dal fatto che il Municipio sia sotto o sopra i 600 metri. Per cui si cade nel paradosso di Selva di Progno, il comune più montano della Provincia di Verona ma che ha la sede comunale nel punto più basso del suo territorio, a 590 metri. Per soli 10 metri tutto il suo territorio non è più considerato montano, nemmeno le vette della Lobbia, che arrivano a 1600 metri! Se rimane questa legge, un proprietario di vigneto Doc della Valpolicella, che ha un valore di 80.000 euro al campo, se agricoltore, non pagherebbe l'Imu, mentre il proprietario di quattro sterpaglie improduttive a Campofontana o a Sprea, qualora non fosse un agricoltore, sarebbe tenuto a pagarla! Al di là dell’assurdo aumento delle tasse sulla proprietà, che porta ormai i proprietari ad essere affittuari di fatto dello Stato, almeno si individuino criteri di equità. È così difficile per il Governo dire che i terreni montani sono quelli che si trovano al di sopra dei 600 metri senza cercare arzigogoli legati alla dislocazione dei Municipi? Esistono le carte topografiche con le isoipse: in pochi minuti si possono distinguere i terreni ad altezza superiore da quella inferiore. Suggerisco quindi al Governo di approvare una norma che demandi ai Consigli comunali l’individuazione delle aree non soggette al tributo, mantenendo come limite di altitudine i 600 metri. Meglio ancora se il Governo decidesse di tagliare un po’ le rendite da vitalizi e le mega pensioni, i soldi che mancano al bilancio pubblico si troverebbero subito e certo in maniera più equa rispetto a quelli derivanti dalla scelta di tassare le rocce delle montagne”.

...
Taggati su: Futuro Popolare

“I lupi in Lessinia stanno sconvolgendo l’ecosistema, creando danni all’economia e al turismo. La Tegione sta alla finestra a guardare mentre già si annunciano gli abbandoni degli alpeggi per la prossima stagione. Si invochi subito la deroga prevista dalla Direttiva europea Habitat, gestendo il problema, senza fare la politica degli struzzi”. Questo l'appello che lancia Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “Non è vera – continua Valdegamberi - la falsa opinione diffusa da certi ambientalisti che il lupo è intoccabile La prolificazione di questo carnivoro non può essere indiscriminata e va trovato un punto di equilibrio e di compromesso con il territorio, nel rispetto degli allevamenti, della incolumità degli abitanti e dell’economia di chi vive in montagna. Il fenomeno va gestito e regolamentato. Per questo chiedo alla Regione e all’assessore Stival di non fare gli struzzi ma di prendere in seria considerazione la questione. Il lupo ha diritto a vivere ma altrettanto diritto lo hanno le altre specie animali, compreso l’uomo che lavora e vive in montagna, non senza mille altre difficoltà. Occorre, pertanto, trovare un punto di compromesso e di equilibrio. La tutela della biodiversità e del paesaggio rurale, che sono alla base dell'economia già fortemente compromessa della Lessinia, sono valori da tutelare. Sono infatti altrettanto importanti, se non di più, di quelli legati alla tutela del lupo”.

“E sono le stesse Convenzioni e Direttive internazionali a dirlo. Gli Stati membri dell'Unione Europea, in questo caso l'Italia tramite la Regione, hanno il compito di verificare la compatibilità della presenza di animali come il lupo con il territorio in cui esso si trova. Come? Lo dice l’art. 16 della Direttiva Habitat”.

...
Taggati su: Futuro Popolare

Inviato da il in Appuntamenti

locandina invito auguri natalizi

Taggati su: Futuro Popolare

Caro amico/a, stasera, alle 20.30, in occasione della settimana ecosostenibile presso la Casa di
Peper (che precede la Fiera dei Bogoni), in piazza di sant'Andrea di Badia Calavena,
racconterò' un po' di storia della Lessinia, dell'Abbazia e della Fiera di
Sant'Andrea...accompagnata dalla possibilità' di degustare i nostri bogoni e
altri piatti tipici... Ti aspetto!

Stefano Valdegamberi

...
Taggati su: Futuro Popolare

Inviato da il in News

Caro amico/a,
stasera, alle 20.30, in occasione della settimana ecosostenibile presso la Casa di
Peper (che precede la Fiera dei Bogoni), in piazza di sant'Andrea di Badia Calavena,
racconterò' un po' di storia della Lessinia, dell'Abbazia e della Fiera di
Sant'Andrea...accompagnata dalla possibilità' di degustare i nostri bogoni e
altri piatti tipici... Ti aspetto!

Stefano Valdegamberi

...
Taggati su: Futuro Popolare

Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, commenta così alcune dichiarazioni rese di dominio pubblico in questi giorni.

“Il Consigliere comunale di Verona Giorgio Pasetto dà dei retrogradi ai suoi colleghi Vittorio Di Dio e Alberto Zelger? Difendere la vita umana delle migliaia di embrioni sacrificati è sinonimo di arretratezza? E' giusto per il signor Pasetto commissionare un figlio al supemarket, definendo le caratteristiche che deve possedere, privandolo del diritto di conoscere chi è il suo padre biologico? Mi auguro che le arroganti esternazioni del consigliere siano il frutto di una comunque non giustificabile mancanza di conoscenza dell'argomento. Il figlio ha diritto di sapere chi è suo padre e chi è sua madre. Arretrato, semmai, è chi, come il consigliere Pasetto, vuole negare il naturale diritto all'identità”.

...
Taggati su: Futuro Popolare

“Per quanto riguarda la fecondazione eterologa la Giunta regionale vuole stabilire norme che sono di competenza del Consiglio, dando applicazione con leggerezza ad un pronunciamento della Corte costituzionale che già costituiva un'ingerenza nell'attività legislativa”. Così il Consigliere regionale Stefano Valdegamberi, presidente di Futuro Popolare, ha presentato questa mattina in un incontro con la stampa svoltosi in Comune a Verona, il ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la delibera della Giunta regionale numero 1654 del 9 settembre 2014, con cui è stato recepito il documento sulle problematiche relative alla fecondazione eterologa a seguito della sentenza della Corte Costituzionale numero 162/2014 della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e del Documento sulle problematiche relative alla fecondazione eterologa a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 162/2014, adottato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome il 4 settembre 2014.

“Con quella delibera – spiega Valdegamberi – l'esecutivo ha voluto arrogarsi un compito che è dell'organo legislativo regionale, prendendo in maniera arbitraria delle decisioni che non le competono. Il ricorso, insomma, vuole porre il dito sull'esigenza di non attuare in maniera troppo frettolosa misure che sono discutibili dal punto di vista etico (non esiste infatti un diritto ad avere dei figli bensì esiste un diritto dei figli ad avere dei genitori, e con la fecondazione eterologa si creano dei figli orfani di padre) ma anche formale (visto che non ci sono coperture in bilancio per una iniziativa che costa 30-40.000 euro ogni volta che viene attuata e che ha degli effetti solo nel 10 per cento dei casi in cui viene applicata)”. “A parte il fatto che con la fecondazione eterologa c'è uno spreco di vite umane, perché questo sono gli embrioni, la cosa curiosa è che mentre la Giunta apriva le porte all'eterologa il Consiglio approvava una delibera in difesa dei valori della famiglia così significativa da ricevere il plauso persino del papa”, continua Valdegamberi. “Adesso mi auguro che si manifesti un comportamento coerente da parte dei membri della maggioranza regionale, che hanno votato due provvedimenti contradditori tra loro e che ora devono dire da che parte stanno”.

...
Taggati su: Futuro Popolare

“Con grande sorpresa questa mattina, quando ho portato mia figlia all'asilo nido del mio paese, gli insegnanti mi hanno fatto firmare l'assenso alla chiusura di due giorni della scuola, per protesta contro i ritardi nei pagamenti della Regione Veneto e i tagli dello Stato. La sorpresa si è accompagnata alla vergogna che ho provato come amministratore di questa Regione ed ex-assessore al Sociale nel vedere che, nonostante i numerosi appelli lanciati dai genitori e dalle associazioni degli istituti scolastici paritari, si debba arrivare a chiudere le scuole solo perchè una Regione come il Veneto deve ancora corrispondere parte dei contributi del 2013. Una fatto grave, visto che siamo già ormai alla fine del 2014”. A parlare è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di futuro Popolare. “Lo Stato e la Regione si dimenticano che queste scuole, che in Veneto sono frequentate da due bimbi su tre, costituiscono una ricchezza non solo in termini di partecipazione sussidiaria ai servizi educativi e formativi dello stato, ma soprattutto in termini economici. La collettività, grazie all'esistenza di questi servizi, ci guadagna: l'amministrazione pubblica per le scuole statali spende 5730 euro per bambino, per le paritarie 3000! I fondi per i contributi nel bilancio ci sono e sono stanziati da tempo. La Giunta deve solo fare la delibera di pagamento. Lo faccia in fretta, perché questa è una priorità. Consiglio inoltre alla maggioranza di prendere in considerazione la mia mozione che prevede il ricorso all'autocertificazione per il rinnovo dell'accreditamento delle strutture del sociale, evitando burocrazia e spese inutili anche per gestori dei nidi e dei servizi alla famiglia. Sarebbe una piccola riforma a costo zero per la regione ma almeno si eviterebbe di far spendere soldi inutili a realtà che operano a favore dei cittadini”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

Taggati su: Futuro Popolare

“E' emozionante essere testimoni di una manifestazione democratica di auto-convocazione di un referendum informale in Catalogna, con la partecipazione di ben 30mila volontari, l'insediamento di 6.695 seggi in 1317 punti abilitati al voto e la partecipazione di 2 milioni di votanti; è una lezione di vera democrazia, un'azione ciclopica fatta dalle associazioni e non organizzata da uno Stato”. Così Stefano Valdegamberi, commenta la sua partercipazione come osservatore internazionale al referendum sull'autoderminazione della Catalogna che si è svolto domenica 9 novembre. “E' impressionante vedere già alle 8 del mattino le file ai seggi. Le famiglie con i figli, i nonni ele persone con disabilità accompagnate che vanno a votare. E' un'esperienza indescrivibile vedere la gente che pazientemente attende in lunghissime file anche di un centinaio di metri. Si tratta di persone che hanno voluto dimostrare che non c'è nessun pezzo di Carta Costituzionale e nessuna Corte suprema che possa negare la libera, pacifica e democratica manifestazione della volontà popolare attraverso il voto. Come osservatore internazionale nominato dall'ICEC (International Commission of European Citizien) posso certificare che ho visto all'opera un'organizzazione perfetta e che tutte le operazioni di voto e di spoglio delle schede sono avvenute con la massima serietà, compostezza e trasparenza. Si percepiva nei seggi la volontà dei catalani di essere protagonisti del proprio Stato e non dei sudditi. Le varie interviste che ho fatto agli elettori rappresentavano l'obiettivo di creare la nuova Europa dei popoli, in un federalismo europeo dei territori, superando gli pseudo stati-nazione attuali. Ora la volontà popolare è certificata. La sfida di Barcellona è anche una sfida europea che riguarda tutti i territori, anche quello Veneto. C'è voglia di indipendenza non per auto-isolarsi ma per ricostruire una nuova Europa dal basso, nel rispetto dei territori e del loro imprinting socio-culturale e valoriale, federazione di stati-regione leggeri, fondati sul merito e sulla sussidiarietò. Un processo irreversibile da cui nel prossimo futuro nessuno potrà prescindere, neanche in Veneto”

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

Taggati su: Futuro Popolare

“Non sono bastati la sentenza della Corte costituzionale spagnola ed i successivi divieti emanati dal Governo centrale a fermare la volontà del milione e 800.000 catalani che sono scesi in piazza per chiedere il referendum per l'autodeterminazione volto a consultare il popolo in merito all'istituzione di uno Stato catalano europeo, libero ed indipendente. Quel referendum, infatti i catalani lo faranno, nonostante i tentativi di bloccarlo, domenica 9 novembre, grazie ad un'organizzazione formata da 30.000 volontari che è scesa in gampo per garantire l'esercizio del più elementare e più importante diritto democratico: il voto. Io domenica sarò a Barcellona perché invitato a far parte del gruppo di osservatori internazionali che hanno il compito di verificare la correttezza delle operazioni di voto e che saranno i garanti della libera, democratica e pacifica espressione della volontà popolare dei catalani”. A parlare è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale veneto presidente di Futuro popolare. “Non c'è Costituzione che tenga, ogni popolo è sovrano e non può essere imbavagliato, impedendogli di esprimere la propria volontà per vie democratiche e pacifiche. Sarò a Barcellona per attestare che una società matura e responsabile come quella catalana può esprimersi liberamente e riaffermare che chi vuole impedire il voto in realtà è un sovvertitore dell'ordine e dei diritti fondamentali dell'uomo”. Stefano Valdegamberi era stato il presentatore della proposta di legge regionale sull'indizione del referendum sull'autodeterminazione del Veneto. “Un referendum cassato dal Governo Renzi – conclude Valdegamberi – per questo ritengo preoccupante che uno Stato tema la voce del popolo”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

Taggati su: Futuro Popolare

“La Regione metta sotto controllo le cave perché c'è il forte rischio che diventino una roccaforte delle attività criminali organizzate, in particolare della 'ndrangheta, e che servano a nascondere, od a far finire nell'ambiente, materiali inquinanti e nocivi”. Così Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, spiega il senso dell'interrogazione a risposta immediata alla Giunta che ha presentato ieri pomeriggio (martedì 4 novembre). “Un tempo dalle cave usciva solo la ghiaia, oggi nelle cave entra di tutto ed esce di tutto, come ad esempio minerali pesanti, scorie da altiforni, amianto e materiali tossici e radioattivi”, spiega nella sua interrogazione Valdegamberi. “Sono sempre di più i ritrovamenti di rifiuti tossici sotto le autostrade e sono sempre di più le cave che chiedono ampliamenti e lavorazioni industriali con frantoi all’interno delle stesse, anche se siamo in piena crisi edilizia, così come continuano a rincorrersi notizie inquietanti, come i ritrovamenti in Lombardia di cave riempite dalla 'ndrangheta con sostanze tossiche, le inchieste relative alla presenza di rifiuti di fonderie sotto la Valdastico ed i dossier sui materiali pericolosi, i pfoa, che si troverebbero nell'ultimo tratto della Pedemontana Veneta. Tenuto conto, anche, che non mancano segnalazioni su ripristini non regolari effettuati all'interno di alcune cave, che c'è un aumento ingiustificato di richieste di apertura od ampliamento di strutture con frantoi che servono per macinare materiale che non sempre è di provenienza reglare e che spesso tali strutture sono a contatto con falde acquifere, con il conseguente forte rischio di contaminazione, è necessario attuare forme di controllo forti ed efficaci”. Per questo Valdegamberi ha interrogato l'esecutivo regionale “per sapere quali azioni di prevenzione e di vigilanza intende intraprendere affinché non avvengano fenomeni di occultamento o di riutilizzo improprio dei rifiuti tossico-nocivi all’interno delle cave”, ed afferma che “è opportuno interessare, oltre le autorità competenti, anche l’Osservatorio regionale sulla sicurezza e l’Osservatorio regionale rifiuti per verificare eventuali infiltrazioni mafiose”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

Taggati su: Futuro Popolare

“E' vergognoso constatare come molti dirigenti degli istituti scolastici non organizzino il comodato dei libri di testo e ancor più vergognoso è che lo Stato non li obblighi a farlo, forse perchè la politica è condizionata dalle pressioni delle case editrici. Così come è scandaloso che in alcuni Istituti scolastici i libri di testo vengano continuamente cambiati. La spesa per i libri scolastici costituisce un problema per molti bilanci familiari, ma nonostante questo c'è un grave disinteresse ad organizzare forme di prestito in comodato o a pagamento o all'adozione di strumenti e sussidi informatici come invece avviene negli altri Paesi sviluppati del pianeta”. A fare queste affermazioni è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, che questa mattina nella Sesta commissione consiliare regionale ha sollevato ancora una volta questo problema, proponendo una norma regionale volta ad incentivare il riuso e che verrà prossimamente discussa. Ogni risorsa regionale, comprese quelle provenienti dall'Unione Europea ma erogate tramite la Regione, sarà destinata solamente agli istituti che offrono agli studenti lo strumento del comodato e del noleggio dei libri di testo, delle opere didattiche e dei supporti tecnologici e dei contenuti digitali integrativi. Chi non lo farà si vedrà precluso l'accesso ad ogni forma di incentivazione o contributo da parte della Regione Veneto. “Perchè – afferma Valdegambri – è ora di agire anche su questo fronte a sostegno delle famiglie”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

Taggati su: Futuro Popolare

“I lupi sono belli nelle favole ma certo non lo sono altrettanto per chi rischia di incontrarli perché deve uscire alla mattina, quando è ancora buio, per attendere l'autobus in qualche fermata posta vicina al bosco o dalla corriera deve scendere di sera, dopo aver fatto ore di viaggio per tornare a casa dale scuole della città. Considerato che le vacche per l'inverno non sono più al pascolo e che gli animali selvatici sono ormai scomparsi, i lupi, non avendo nulla da mangiare, stanno diventando un serio pericolo anche per le persone”. A parlare è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “L'idiozia di chi promuove un progetto come questo in un ambiente fortemente antropizzato, ricco di allevamenti di bestiame e pertanto del tutto inidoneo, quale è la Lessinia, non ha giustificazione alcuna. Ci sono già tre lapidi che ricordano fatti storici di aggressioni a dei bambini da parte dei lupi sui nostri monti, spero che a distanza di centinaia di anni non se ne debbano aggiungere delle altre. Non è naturale un ambiente dove gli animali selvatici per sopravvivere hanno bisogno di nutrirsi ammazzando decine di capi di animali allevati. Anzi, è naturale al pari di quello di uno zoo, dove gli animali vengono nutriti dando loro da mangiare altri animali acquistati a tale scopo. La si smetta di filosofeggiare e le autorità competenti rimuovano dal grande recinto della Lessinia queste bestie prima che succeda qualcosa. Chi ha il potere di farlo ma non lo fa si ricordi che in caso di aggressioni sarà chiamato a rispondere in prima persona per non aver garantito la sicurezza dei cittadini”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

Taggati su: Futuro Popolare

Pur essendo considerati dai medici come un'attività terapeutica importante, gli interventi di riabilitazione di gruppo che venivano proposti dall'Ulss 20 in collaborazione con l'Unione Parkinsoniani a Verona ed Illasi sono stati sospesi ancora a fine 2013 dall'azienda sanitaria, secondo la quale tali attività non rientrano fra quelle previste dalla normativa. Secondo i consiglieri Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare) e Giuseppe Stoppato (Lega nord) tale scelta è in realtà stata fatta “senza alcuna motivazione plausibile”. “Gli interventi riabilitativi effettuati in forma continuativa e pianificata, nella malattia di Parkinson, sia nella fase precoce che in quella complicata sono, insieme alle terapie farmacologiche, uno strumento indispensabile di cura e, se non bastasse, portano ad un significativo risparmio di risorse”. D'altro canto queste considerazioni erano già state condivise sia dagli organi istituzionali regionali che, in forma ufficiale, dagli specialisti medici. Di questo si era infatti discusso, arrivando ad una condivisione trasversale, in una riunione della Quinta commissione regionale ed in Consiglio regionale, in seguito ad una mozione. A riaffermare l'importanza di assicurare e implementare l'attività motoria e riabilitativa ai pazienti affetti da Morbo di Parkinson, per garantire un migliore outcome, sono stati anche tutti i primari delle 27 Unità operative di Neurologia presenti in Veneto. Per questo i Consiglieri regionali Stefano Valdegamberi e Giuseppe Stoppato hanno ora deciso di scrivere al direttore generale dell'Ulss 20 Maria Giuseppina Bonavina ed all'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, chiedendo che l'attività motoria venga ripristinata. Tale richiesta viene riportata in altro allegato.

Lettera-parkinson.doc

Taggati su: Futuro Popolare

“Già cinque anni fa avevo presentato una prima proposta di legge volta a regolamentare il gioco d'azzardo. Poi ne ho presentato una seconda. Infine ho deciso anche di arrivare a stendere una proposta univoca, creando un unico progetto di legge con quelli presentati da altri consiglieri. Di fatto però non è accaduto nulla”. A fare queste affermazioni è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “A questo punto mi chiedo chi sia a non volere che si regolamenti una volta per tutte un tema che ha delle pesanti ricadute sociali. L'impressione, infatti, è che ogni volta che c'è da discutere una legge riguardante il gioco d'azzardo ci sia qualcuno che ha l'interesse a far si che non venga approvato. A questo punto si dica chi ha non vuole regolamentare questa materia, nonostante essa stia diventando sempre più grave”.

Stefano Valdegamberi
Futuro Popolare

Taggati su: Futuro Popolare

Si parte con la volontà di ridurre il numero degli enti e si finisce con il moltiplicarli. Lo dichiarai in Consiglio nel 2012, quando si approvò la legge che istituiva le Unioni dei Comuni Montani in luogo delle Comunità Montane, che invece di essere abolite, il consiglio Regionale – con il mio voto contrario – ha pensato bene di mantenerle in vita cambiando solamente il nome.

Quanto ammonii allora si è avverato. Le "Norme in materia di unioni montane”, applicate dirigisticamente e in modo fallimentare dalla Giunta regionale, stanno portando alla moltiplicazione degli enti sulla montagna veronese, con conseguente aumento dei costi a carico dei cittadini chiamati a pagare nuovi apparati burocratici creati solo per applicare le disposizioni di legge regionali. Nel novembre 2013 presentai il progetto di legge che prevedeva l’abolizione tanto delle comunità come delle unioni dei comuni montani. Come prevedibile, dopo le entusiaste dichiarazioni dei sottoscrittori, fu subito stoppato e insabbiato.

...
Taggati su: Futuro Popolare