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Inviato da il in News

PDL 109

“NORME IN MATERIA DI DIRITTO DELL’ANZIANO ALL’INTEGRAZIONE FAMILIARE E SOCIALE”.

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L'attuale sistema del welfare, che è basato su fredde risposte individuali ai bisogni socio-assistenziali, sta rapidamente volgendo al collasso, soprattutto perché è sempre più insostenibile finanziariamente. C'è bisogno di ricostruire la comunità, le relazioni, il mutuo aiuto. E' partendo da queste considerazioni che è stata proposta l'istituzione dell'affido dell'anziano e delle persone in difficoltà. Una proposta che affronta problemi sempre più diffusi partendo da un'impostazione totalmente nuova, volta a ridare il calore di una famiglia - in via temporanea o definitiva - a tante persone sole, isolate o in difficoltà. Il progetto di legge, che si basa su un welfare meno costoso e più umano, si propone di regolamentare un istituto giuridico nuovo: l'affido o meglio l'auto-affido dell'anziano. Se ne parlerà in un convegno eloquentemente intitolato “Ti affido, mi affido” che si svolgerà sabato 25 ottobre, con inizio alle ore 9, presso la sala Lucchi, in piazzale Olimpia (vicino allo stadio). Il promotore è il Consigliere regionale Stefano Valdegamberi, presidente del gruppo Futuro popolare, che è il firmatario della proposta di legge regionale riguardante l'affido degli anziani e degli adulti in difficoltà. A partecipare sono stati invitati esperti e rappresentanti delle istituzioni.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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L'attuale sistema del welfare, che è basato su fredde risposte individuali ai bisogni socio-assistenziali, sta rapidamente volgendo al collasso, soprattutto perché è sempre più insostenibile finanziariamente. C'è bisogno di ricostruire la comunità, le relazioni, il mutuo aiuto. E' partendo da queste considerazioni che è stata proposta l'istituzione dell'affido dell'anziano e delle persone in difficoltà. Una proposta che affronta problemi sempre più diffusi partendo da un'impostazione totalmente nuova, volta a ridare il calore di una famiglia - in via temporanea o definitiva - a tante persone sole, isolate o in difficoltà. Il progetto di legge, che si basa su un welfare meno costoso e più umano, si propone di regolamentare un istituto giuridico nuovo: l'affido o meglio l'auto-affido dell'anziano. Se ne parlerà in un convegno eloquentemente intitolato “Ti affido, mi affido” che si svolgerà sabato 25 ottobre, con inizio alle ore 9, presso la sala Lucchi, in piazzale Olimpia (vicino allo stadio). Il promotore è il Consigliere regionale Stefano Valdegamberi, presidente del gruppo Futuro popolare, che è il firmatario della proposta di legge regionale riguardante l'affido degli anziani e degli adulti in difficoltà. A partecipare sono stati invitati esperti e rappresentanti delle istituzioni.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Carissimo/a
la progressiva frammentazione e individualizzazione della nostra società, accompagnata dall'allungamento delle aspettative di vita, sta portando ad uno stato sociale sempre più oneroso e finanziariamente insostenibile dall' welfare state attuale. Nel corso degli ultimi decenni abbiamo assistito alla frammentazione e all'annullamento di tutte le cosiddette "comunità intermedie" tra Stato e individuo, in primis, la famiglia. Dividendo e annullando la comunità e riducendo  il rapporto diritti-doveri direttamente tra stato e cittadino, abbiamo creato una società fredda e finanziariamente insostenibile, destinata al collasso. 
Dobbiamo invertire rotta da subito. Come?
Impostare le crescenti risposte socio-assistenziali solo sulla creazione di nuovi diritti che non saranno mai esigibile per l'assenza di risorse finanziarie è una mera chimera.
Dobbiamo ricreare la comunità: aggregare invece che disgregare, unire invece di dividere, creare relazioni invece di cancellarle. Le comunità che abbiamo distrutto, vanno ricomposte e ricostruite, rivisitando in chiave contemporanea l'antico modello e i relativi valori della legge del villaggio, della contrada, della corte, propri di una civiltà contadini che i nostri nonni avevano vissuto e che il benessere ci ha portato a cancellare.
Il Convegno che ho voluto organizzare sabato 25 ottobre 2014 a cui ti invito partecipare, vuole fare una riflessione su questi aspetti e propone un disegno di legge, mi auguro a breve legge, che parta da presupposti diversi, aggregativi e non disgregativi, mettendo insieme anche le diverse generazioni.
Estendere l'istituto dell'affido a una famiglia dei molti nonni soli, isolati, senza parenti o con parenti lontani, etc, apre una prospettiva nuova nel sistema sociale veneto, quella della comunità che si ricrea, che si ricompone dopo anni di disgregazioni e divisioni.
Per questo ho il piacere di averti tra noi in questo evento, nella speranza che questa iniziativa possa essere una piccola pietra per poter costruire una casa nuova di convivenza tra le persone più umana e solidale.

Cordialmente

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“Ho votato con con convinzione la mozione per la famiglia che era oggi in discussione in Consiglio regionale, perché proprio la famiglia è attualmente attaccata su tutti i fronti dalla teoria del gender. Tuttavia, mi auguro che questa mozione non sia solo un grido lanciato a fini propagandistici, per nascondere il grave attacco alla vita e alla famiglia che è stato attuato dalla Giunta regionale, che ha da poco approvato l'introduzione della fecondazione eterologa in Veneto senza nemmeno chiedere l'approvazione del Consiglio regionale”. A fare queste affermazioni è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro popolare. “La fecondazione eterologa porta alla morte di numerosi embrioni umani, introduce nella vita della coppia una figura esterna, il cosiddetto donatore che in realtà è un genitore biologico, e priva il figlio del diritto di avere genitori certi. In Regione le stesse persone hanno votato in Consiglio la mozione per la famiglia ed in Giunta il provvedimento a favore della fecondazione eterologa. Mi dispiace, pertanto, che la famiglia sia tutelata più a parole che con i fatti. A meno che, in applicazione della mozione votata oggi, Zaia ora si decida a ritirare il provvedimento che il suo esecutivo ha adottato un mese fa”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Ho votato con con convinzione la mozione per la famiglia che era oggi in discussione in Consiglio regionale, perché proprio la famiglia è attualmente attaccata su tutti i fronti dalla teoria del gender. Tuttavia, mi auguro che questa mozione non sia solo un grido lanciato a fini propagandistici, per nascondere il grave attacco alla vita e alla famiglia che è stato attuato dalla Giunta regionale, che ha da poco approvato l'introduzione della fecondazione eterologa in Veneto senza nemmeno chiedere l'approvazione del Consiglio regionale”. A fare queste affermazioni è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro popolare. “La fecondazione eterologa porta alla morte di numerosi embrioni umani, introduce nella vita della coppia una figura esterna, il cosiddetto donatore che in realtà è un genitore biologico, e priva il figlio del diritto di avere genitori certi. In Regione le stesse persone hanno votato in Consiglio la mozione per la famiglia ed in Giunta il provvedimento a favore della fecondazione eterologa. Mi dispiace, pertanto, che la famiglia sia tutelata più a parole che con i fatti. A meno che, in applicazione della mozione votata oggi, Zaia ora si decida a ritirare il provvedimento che il suo esecutivo ha adottato un mese fa”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Inviato da il in News

                     

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

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“La nomina di Davide Bendinelli ad assessore regionale ai Servizi sociali va valutata positivamente, visto che, trattandosi di un veronese, potrà avere un occhio di riguardo per il nostro territorio. Per quanto mi riguarda, avendo ricoperto in passato quello stesso ruolo e sapendo bene quanto esso sia importante, ho già dichiarato al neo-assessore la mia disponibilità a collaborare con lui”. A parlare è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “In questo senso ho già preparato una lista di argomenti da sottoporgli. Temi che è necessario vengano subito affrontati, perché purtroppo ci sono varie situazioni che stanno rischiando di diventare delle vere e proprie emergenze. Giusto per citarne qualcuno: i problemi economici delle scuole paritarie, alle quali la Regione non versa quanto dovrebbe da più di due anni, le situazioni di difficoltà che si stanno verificando a causa della restrizione dei servizi ai disabili od i problemi che devono affrontare coloro che effettuano i servizi di assistenza basandosi sul volontariato”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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 Caro Amico

Mi è gradito invitarti al convegno, “Finanza agevolata e finanza strutturata” che si terrà sabato 4 ottobre p.v., secondo l’allegato programma.

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“L'Università e la politica dovrebbero cercare di garantire di più il diritto allo studio, partendo dal dare un maggiore sostegno agli studenti meritevoli delle famiglie a basso reddito, al posto di impegnarsi nel creare il genere 'alias' nei libretti universitari”. A fare queste affermazioni è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro popolare. “L'ideologia del gender penetra ormai ovunque, in nome della non-discriminazione. Si vede proprio che l'Università non ha niente di meglio da fare se spreca tempo e soldi per queste pagliacciate, sottraendole alla didattica e all'aiuto concreto agli studenti meritevoli di famiglie in difficoltà economica. La mia proposta è di devolvere a queste ultime maggiori risorse, tagliando le spese sprecate per il Cug e altri servizi dediti a queste iniziative. Spese che sono dettate dalla nuova burocrazia di genere, che fa perdere soldi e tempo inutilmente!”

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Questa mattina (martedì 23 settembre 2014) il Consigliere regionale, presidente del gruppo Futuro Popolare, Stefano Valdegamberi ha presentato una mozione anti-burocrazia. “Attualmente – spiega Valdegamberi – le scuole dell'infanzia e le strutture sociali e socio-sanitarie sono costrette ogni due o tre anni a presentare domanda di accreditamento in Regione allegando documentazioni consistenti, che hanno un costo sia per le realtà private che le inoltrano che per l'ente pubblico che deve vagliarle. Per questo ho presentato una mozione con la quale si impegna la Giunta regionale a far sì che le richieste di accreditamento possano essere corredate da una semplice autocertificazione. In fin dei conti chi aveva già dimostrato in precedenza di possedere i requisiti necessari per l'accreditamento probabilmente li ha anche al momento di chiedere il rinnovo di autorizzazioni che già erano state concesse. A garantire comunque la verifica della reale sussistenza di titoli e caratteristiche rimane la possibilità di svolgere controlli a campione”. “In questo modo – continua Valdegamberi – sarà possibile da una parte garantire che gli accreditamenti vengono rilasciati in maniera corretta e dall'altro eliminare quelle che sono delle vere e proprie pastoie burocratiche che generano costi evitabili”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Sono contento che in questi giorni ci sia una grande attenzione sul tema del referendum sull'autodeterminazione del Veneto ma ritengo anche che sia il momento di passare dai proclami ai fatti. Sulla scorta di quanto è accaduto in Scozia, ma soprattutto seguendo l'esempio della Catalunya, ritengo che la regione debba indire subito la consultazione popolare”. A proporre queste affermazioni è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare che aveva presentato la proposta di legge che ha aperto la via alla consultazione. “Il tempo delle urla manzoniane è finito. Come i catalani hanno deciso di effettuare il referendum sull'indipendenza anche contro l'opposizione della Spagna, così la Regione Veneto deve decidere di avviare la consultazione nonostante il ricorso del Governo centrale. Questa è l'unica cosa che possono fare coloro che sono in maggioranza in Regione se davvero vogliono che il referendum si svolga”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Sulla fecondazione eterologa non può decidere la Giunta regionale, a farlo deve essere il Consiglio, che è l'organo che garantisce la più ampia rappresentatività dei cittadini veneti”. Questo, detto in estrema sintesi, è il contenuto della mozione presentata ieri in Consiglio regionale dal Consigliere Stefano Valdegamberi, presidente di Futuro Popolare. La mozione è volta a far si che l'esecutivo regionale sopprima la delibera che aveva assunto il 9 settembre contenente linee guida predisposte in seguito ad una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il divieto di ricorrere alla fecondazione eterologa per le coppie sterili. “Su questo tema, considerata l'importanza che esso riveste, la discussione va portata nel luogo istituzionale del Veneto in cui c'è la più ampia possibilità di esercitare la democrazia: il Consiglio”. D'altro canto, Valdegamberi nella sua mozione solleva una serie di problemi. “La fecondazione eterologa – spiega - viola i diritti del nascituro, perché fabbrica artificialmente un orfano di padre o di madre, crea squilibrio all'interno della coppia, viola la volontà espressa dalla maggioranza degli italiani, che hanno votato su questo argomento nel 2005 il referendum abrogativo della legge 40, apre le porte ad una ipotizzabile selezione genetica dei nascituri. Al di là di tutto questo, e tutto questo compreso, è quindi necessario che su questo argomento ci sia un dibattito il più ampio ed approfondito possibile. Per questo ritengo che la Giunta regionale debba fare marcia indietro, annullando la delibera che ha assunto su questo argomento e portando la discussione in Consiglio”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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convegno 4 ottobre

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Finalmente, dopo continue mie sollecitazioni, viene portato in V Commissione consiliare un disegno di legge che, se approvato, potrà permette a molti anziani soli e abbandonati di ritrovare una famiglia affidataria che se li prenda in carico. E' una legge che vuole vincere l'isolamento in cui versano sempre più anziani, creando un contesto di garanzia e di tutela attorno a loro e dando la possibilità di riscoprire il calore e l'affetto di una famiglia affidataria e non le fredde mura di un ospizio. Si potrà impostare un nuovo welfare basato sul recupero dei valori della comunità familiare, con notevole risparmio di risorse pubbliche e con una maggiore umanità. La legge prevede, grazie all'istituto giuridico dell'affido, di poter fare con l'anziano ciò che oggi avviene con i minori: egli potrà decidere di affidarsi a "nuove famiglie" o comunità che con affetto e cura lo accompagnino, temporalmente o in via definitiva, nella sua vecchiaia. Il tutto sotto il controllo e la vigilanza delle strutture pubbliche che devono garantirli nei confronti di ogni abuso o raggiro nei loro confronti. Più comunità e meno individualità dev'essere il motto del nuovo welfare. E questo è un passo importante che possiamo fare, grazie anche al prezioso contributo dell'associazione "Anziani a casa propria onlus di Padova", che da anni sollecita l'approvazione di questa legge.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Inviato da il in News

Norme in materia di diritto dell'anziano all'integrazione familiare e sociale

SPDLR-00109.pdf

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Chi fa risparmiare allo Stato viene dallo Stato punito, sembra la massima che più si addice allo scandaloso ritardo nei pagamenti alle scuole d'infanzia e ai nidi paritari del Veneto, che rappresentano ben il 70 percento del totale. Ad oggi è stato liquidato solo il 24 percento del contributo regionale del 2013 e zero del 2014, nonostante il bilancio della regione sia già stato approvato nella scorsa primavera, con stanziamenti ben specifici per queste importanti realtà socio-educative del nostro territorio. Sono queste delle scuole che fanno risparmiare una montagna di milioni di euro alle casse pubbliche e, forse, è per questo che sono bistrattate e costrette alla chiusura! L'inefficiente, per non dire assente, condotta del sociale nel Veneto sta aggravando la situazione rendendola sempre più insostenibile. Non si è nemmeno approvata la delibera di riparto delle risorse di quest'anno, permettendo almeno a queste scuole di far valere il loro credito per l’ anticipazione di risorse dalle banche. Mi dispiace per il progressivo decadimento di questo settore che era un punto di vanto a livello nazionale ed ora è scaduto nel totale sbandamento. Peccato che a farne le spese sono le famiglie venete costrette a pagare rette sempre più care per sopperire all'assenza delle istituzioni. Ma poi non riempiamoci la bocca di belle promesse e bei discorsi sulla sussidiarietà. Chi governa fa e non dice ciò che si dovrebbe fare!

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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L'annuncio da parte dell'assessore Coletto dell'apertura della regione veneto alla fecondazione eterologa, cioe' con il seme di un donatore (o "venditore") terzo, apre una strada piena di insidie e interrogativi etici che, a quanto pare, non sfiorano nemmeno l'assessore alla sanita'. E' un passo pericoloso verso la snaturalizzazione della vita umana, sempre più mercificata, alla stregua di un prodotto da comperare al supermercato. La vita e' un dono e non puo' essere programmabile come qualsiasi altro "prodotto". "Scusi signora, vuole il bimbo biondo, con gli occhi azzurri? Se invece lo desidera con gli occhi neri dobbiamo attendere la prossima fornitura di sperma!". La vita umana non puo' essere considerata un "prodotto" come gli altri ed ogni manipolazione dell'uomo e' pericolosa perche' rischia di portare alla "mercificazione" della vita umana!! Perche' la regione veneto non sta portando avanti le iniziative che avevo avviato per facilitare l'adozione dei molti bambini in cerca di una famiglia?? Ahime', non vedo interesse per questo, dal momento che tutti l'attivita' da me avviata e' stata del tutto abbandonata".

Stefano Valdegamberi
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Il blocco dei prodotti agroalimentari da parte della Russia nei confronti dell'Italia non e' un fatto recente, anzi. Gia' nel 2011 e' stata avviata una politica protezionistica, con maggiori adempimenti burocratici, allo scopo di depennare esportatori italiani verso la Russia. Nonostante abbia aderito al WTO per il libero scambio nel commercio mondiale, con pretesti di natura sanitaria e di pseudo-sicurezza alimentare, la Russia ha attuato politiche protezionistiche, vietando l'ingresso di merci dall'Italia e da altri paesi europei. Da allora vi e' stata una progressiva chiusura nei confronti dell'agro-alimentare italiano, fatta eccezione per i vini. Solo nella primavera del 2012 furono bloccate ben 252 aziende italiane, tra le quali primari gruppi alimentari. Molti hanno cercato di entrare nel mercato russo per vie indirette, tramite la Serbia e la Turchia. Ora si assiste ad un'ulteriore blocco: con comunicazione in data 7/8/2014, l'esportazione di carni bovine, suine, secche, prodotti ittici e caseari, frutta e vegetali, e' stata bloccata per un anno. La politica protezionistica Russa non e' ascrivibile solo ai fatti recenti del conflitto con l' Ucraina, che semmai l'hanno accentuata, ma e' in atto gia' da qualche anno, pur nel silenzio e nella disattenzione da parte dell'Italia e dell'Europa. La questione va affrontata a livello europeo, a poco o nulla serve il resto. Queste vicende mettono in luce la fragilita' di un'europa, politicamente debole o inesistente, nell'ambito della politica estera e commerciale mondiale, nonche' dimostrano la sua subalternita' ai due blocchi storici che continuano a esistere, nonostante la caduta del muro di Berlino. Si devono superare le divisioni tra stati, per creare un governo federale europeo delle regioni d'europa, capace di gestire una politica economico-finanziaria nell'interesse di tutti, una politica europea capace di contrattare e non subire le scelte con i vicini, nell'interesse degli europei. Tutto il resto e' aria fritta che non cambia per nulla la situazione. Senza l'Europa dei popoli e dei territori saremo solo destinati ad essere un fuscello in balia delle onde provocate dagli altri.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Mentre in Scozia si sta per celebrare il referendum sull'indipendenza, nell'illiberale Italia 'renziana' viene negato il più elementare diritto del popolo alla libertà di espressione. Diritto che è contenuto anche nella Carta dell'Onu. L'atteggiamento neo-accentratore di questo Governo non poteva che partorire l'impugnazione della legge 16 con cui la Regione Veneto ha dato via libera all'indizione di un referendum consultivo sull'autodeterminazione dei Veneti”. Così Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro popolare, che è stato il primo firmatario della proposta di legge sul referendum, commenta la scelta del Governo romano di opporsi formalmente alla consultazione. “Il tentativo dell'esecutivo di delegittimare le Regioni e le autonomie locali, senza nemmeno prevedere in contemporanea un minimo taglio allo status del parlamentari e dei burocrati romani, è evidente. Questa scelta, temo, non farà altro che acuire le tensioni fra Governo centrale e territorio con il rischio di conseguenze non controllabili”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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