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Stefano Valdegamberi

Stefano Valdegamberi

Stefano Valdegamberi, classe 1970, è nato a Tregnago (VR), è coniugato con due figli e vive a Badia Calavena (VR).


Diploma di maturità classica e laurea in Economia e Commercio, dal 1995 è funzionario amministrativo di un Consorzio di Bonifica, attualmente in aspettativa. Ha iniziato la sua attività politico amministrativa dal 1994 come assessore con delega ai Lavori Pubblici presso il Comune di Badia Calavena (VR), del quale nel 1997 diventa sindaco per due mandati consecutivi sino al 2005. Nel frattempo è stato vicepresidente della Comunità Montana della Lessinia, per la quale si è occupato di agricoltura e sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Sua è la realizzazione del primo impianto di macroeolico nel veneto


Dal 2000 al 2004 è componente del comitato esecutivo regionale dell'UNCEM (Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti montani) e dal 2003 al 2006 è componente del primo Consiglio di Amministrazione dell'Autorità d'Ambito Ottimale per l'organizzazione del servizio idrico integrato in provincia di Verona.


Nell'aprile 2005 è stato eletto nelle file dell'UDC nel Consiglio Regionale del Veneto e nominato Assessore al Personale, Patrimonio, Politiche degli Enti locali, Parchi e aree protette della Giunta Galan. Dalla metà di novembre 2006 a marzo 2010 ha ricoperto l'incarico di Assessore alle Politiche Sociali, Programmazione socio-sanitaria, Volontariato e Non Profit ed ha ricoperto il ruolo di coordinatore nazionale degli assessori regionali alle Politiche Sociali. Nel gennaio 2008 è stato eletto vicepresidente delle rete europea Elisan – European local inclusion & social action network – che dà voce alle realtà locali e regionali con l'obiettivo di definire e attuare congiuntamente le politiche sociali dell'Unione europea.


Nel mazo 2010 è stato rieletto consigliere regionale nelle file dell'Udc


Hobbies: suonare la chitarra, cimbro e cultura locale

VALDEGAMBERI: “SONO A DISPOSIZIONE DEL MINISTRO LUPI PER SPIEGARGLI COME POSSONO ESSERE DA SUBITO RIDOTTI I PEDAGGI AUTOSTRADALI, CONTRO I QUALI IL SEGRETARIO DELLA LEGA SALVINI DOVREBBE MANIFESTARE IN VENETO

“Il Ministro Maurizio Lupi chiede che vengano introdotti sconti dei pedaggi autostradali per i pendolari? Se vuole mi metto a sua disposizione per spiegargli come si possono ridurre le tariffe per tutti e come mai si è arrivati all'innalzamento indiscriminato attuato ora dalle società concessionarie. Perché è possibile da subito ribassare del 15-20 per cento i pedaggi per tutti. Basta evitare di gestire le autostrade come è stato fatti negli ultimi anni”.A dire queste cose è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “Visto che ha protestato da altre parti contro l'aumento dei pedaggi, invito il segretario della Lega, Matteo Salvini, a venire a fare altrettanto in Veneto.
Salvini, che era presente al blocco di alcune corsie del casello di Gallarate strappando il biglietto del pedaggio al grido di 'questa è l'Italia razzista contro il Nord', dovrebbe venire anche da noi a fare lo stesso. Se arriverà io sarò al suo fianco. Temo però che questo non avvenga. Perché in Veneto le società autostradali sono tutte a guida leghista. E tutte, in veste di concessionarie, hanno proposto aumenti delle tariffe che lo Stato ha approvato, riducendo però considerevolmente, a volte addirittura del 50 per cento, le richieste. Il Presidente della Brescia-Verona-Padova (tariffe più 1,4 per cento dal 1 gennaio) è Flavio Tosi, sindaco di Verona e segretario veneto del Carroccio, e presidente della A4, che alla Brescia-Padova sovraintende, è dal 1998 Attilio Scheck. Anche lui, ovviamente, della Lega. Autovie Venete hanno rincarato del 7 per cento e hanno come vicepresidenti i leghisti Matteo Piasente e Ivano Faoro. Guida leghista anche per il passante di Mestre (più 6,2 per cento). Invece di cercare di raccontare tante cose che poi alla prova dei fatti finiscono per apparire quello ched in realtà sono, coloro che gestisce le società autostradali e coloro che dovrebbero controllarle hanno l'obbligo morale di cambiare finalmente registro. Perché non è più possibile andare avanti con rincari a danno degli utenti dovuti a gestioni discutibili, sprechi ed avvio di attività pseudo-imprenditoriali che nulla hanno a che fare con le autostrade”.

 

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