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News

Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, dopo aver recentemente presentato in merito un'interrogazione alla Giunta regionale sinora senza risposta, ha scritto a tutte le realtà interessate dal dall'intervento di prolungamento sino ai pressi del depuratore civile di Cologna Veneta del collettore che trasporta a valle i reflui degli impianti di depurazione dell'area conciaria vicentina, affermando che il progetto prevede l'utilizzo di tecniche realizzative che sono obsolete e, quindi, pericolose per la salute dei cittadini. La missiva, che è stata inviata a Consorzio Aziende Riunite Collettore Acque (A.RI.C.A.), Acque del Chiampo S.p.a., Medio Chiampo S.p.a., M.B.S. Montecchio Brendola Servizi S.p.a., A.V.S. Alto Vicentino Servizi S.p.A., sindaco di Cologna Veneta e Procura della Repubblica di Vicenza, è decisamente esplicita. “In considerazione dell'importanza ambientale e dell'importo dell'intervento, 10 milioni di euro finanziati dalla Giunta regionale, si rimane sconcertati dalle scelte contenute nel progetto preliminare, che prevede la realizzazione di una condotta in calcestruzzo, materiale ormai in disuso per le note problematiche che questo tipo di condotta comporta.”, afferma Valdegamberi. “Da un confronto con diversi tecnici esperti è emersa l'assurdità della scelta progettuale, totalmente contraria alla logica delle attuali realizzazioni. Prima che si proceda a realizzare l'ennesima opera inutile con denaro pubblico, mi sono sentito in dovere come amministratore di rivolgermi al committente e alla Giunta regionale per chiedere le motivazioni di suddetta decisione. Mi auguro che non siano altre le finalità e che siano adottate le soluzioni tecniche che offrano la maggiore sicurezza possibile per l'ambiente e quindi per i cittadini, in un giusto rapporto qualità-prezzo, considerato anche alla luce dei successivi costi di manutenzione della condotta. Criteri che, a detta dei tecnici da me consultati, il progetto preliminare adottato purtroppo non contempla. Nel rendere pubbliche queste considerazioni mi auguro che si decida di fare marcia indietro”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Mi giungono telefonate da gestori dei nidi e delle scuole d'infanzia, chiedendomi notizie in merito al pagamento degli arretrati dei contributi regionali, che partono addirittura dal 2013, per i quali era stato minacciato uno sciopero con la sospensione del servizio. Secondo la Giunta regionale il problema era stato risolto, tanto che, in seguito alle affermazioni dei rappresentanti dell'esecutivo, tutti i media avevano annunciato che entro la fine del novembre scorso, 2014, la Regione avrebbe erogato le tranche più arretrate. Invece siamo a metà gennaio, 2015, e ancora non si è visto nulla, tanto che ci sono strutture che sono ormai in ginocchio”. Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, torna a sollevare una questione che pare essere senza soluzione. “Invito la Giunta regionale a lanciare meno annunci ed a realizzare più fatti. E' vergognoso che chi fa funzionare nidi e scuole dell'infanzia in supplenza dello Stato e delle Regioni - facendo risparmiare una montagna di soldi alle casse pubbliche grazie a una gestione che si basa sul volontariato di famiglie che pagano rette consistenti proprio a causa della quasi assenza di servizi pubblici – sia di fatto umiliato dalle istituzioni. Ovvero che debba non solo fare i conti con i ritardi nel trasferimento delle risorse dovute ma anche con annunci a cui non viene data attuazione. Meno fiction e più concretezza: il personale, insegnanti in primis, non si paga a fine mese con soldi virtuali".

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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IN LESSINIA GLI ATTACCHI DEI LUPI CONTINUANO, COME SONO STATI SPESI I FONDI EUROPEI DESTINATI A TROVARE SOLUZIONI ALTERNATIVE SODDISFACENTI?

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“Al posto di destinare risorse al sostegno dell'economia e delle aziende, in Veneto si spendono fior di quattrini per iniziative come quella a favore dei lupi, animali che da centinaia d'anni mancavano dal nostro territorio, o per contare le anguille. Adesso, partendo dai lupi, la Regione deve spiegare come utilizza i soldi pubblici che sta gestendo”. Così Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, spiega il senso dell'interrogazione alla Giunta regionale che ha depositato questa settimana, “per sapere nel dettaglio la descrizione delle attività, degli importi e dei beneficiari di tutte le spese sostenute nell’ambito del progetto Life WolfAlps”, chiedendo “copia di tutte le ricevute giustificative che sono state liquidate per tale progetto sia dalla Regione che dagli altri enti coinvolti”. Nella sua interrogazione Valdegamberi ripercorre le tappe della recente storia dell'arrivo in Veneto, ed in particolare nella montagna veronese, dei lupi e spiega come, in seguito al loro apparire nel nostro territorio, sia stato messo in piedi un progetto co-finanziato dall'Unione europea del valore di più di 6 milioni di euro. “Pur a fronte di una congiuntura economica negativa senza precedenti, si spende una montagna di soldi per animali che arrecano danni e da lungo tempo non fanno più parte del nostro ecosistema. Chiaramente io ritengo che quei soldi, la Regione Veneto gestisce un budget di ben 560.000 euro, potrebbero essere meglio impiegati in azioni a sostegno delle aziende. In ogni caso ora ho chiesto che mi venga spiegato per filo e per segno dove finisce ogni centesimo di quei soldi, con l'impegno a rendere pubblico il contenuto delle risposte che riceverò”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“La Giunta Regionale ha valutato attentamente le scelte progettuali attuate dallo Studio Galli su incarico del Consorzio Arica e, se le ha ritenute tecnicamente idonee e compatibili con l’intervento previsto, in relazione ad eventuali possibili danni per la salute dei cittadini e di maggiori costi di manutenzione derivanti dall’esecuzione di un opera secondo modalità ritenute dagli esperti obsolete e del tutto inadatte alle finalità dell’intervento, ha valutato anche soluzioni alternative che oggi vengono normalmente praticate in contesti similari?” E' questa la conclusione dell'interrogazione alla Giunta Regionale che è stata presentata oggi (martedì 23 dicembre 2014) dal consigliere Stefano Valdegamberi, presidente del gruppo Futuro Popolare. “La Giunta Regionale – spiega l'interrogazione - ha finanziato per 10 milioni di euro il prolungamento del 'tubo', cioè del collettore che trasporta le acque reflue dei depuratori del polo conciario della Valle del Chiampo, nel Colognese, sulla base di un progetto preliminare depositato in Regione a firma dello Studio SGI Galli Ingegneria Spa di Padova. Vi è però notizia che la progettazione preliminare di quest’opera tanto costosa quanto importante (ancorché comunque non risolutiva del problema, in quanto non fa altro che trasferire a valle un problema che esiste a monte) presenta soluzioni progettuali del tutto inadeguate in merito alla natura del collettore, con particolare riferimento ai materiali utilizzati”. “Da un parere tecnico-ingegneristico che ho acquisito da tecnici esperti del tutto autonomi è emerso che i tubi in calcestruzzo che raggiungono la lunghezza massima di 3 metri, soprattutto in relazione alle caratteristiche del terreno della zona interessata dal progetto, rendono la fogna molto vulnerabile in quanto il numero delle giunzioni, parte critica delle condotto a gravità, come minimo raddoppiano. Per il peso che hanno basta un modesto assestamento del letto di posa per provocare il disallineamento dei singoli conci, rendendo di fatto impossibile nel tempo la tenuta idraulica dei giunti. D'altro canto, le giunzioni delle condotte in calcestruzzo sono tra quelle più esposte all’intromissione delle radici, con la logica ostruzione del flusso idraulico, la portata idraulica dei tubi in calcestruzzo rispetto ad esempio ai tubi in materiale termoplastico, a parità di diametro, è minore ed inoltre sono soggetti ad una maggiore erosione delle pareti interne e ad un maggior accumulo di detriti con conseguente ristagno”. “I manufatti in cemento – precisa Valdegamberi - sono più esposti agli agenti chimici, quindi per niente indicati, nelle fogne miste dove è sicura la presenza di detersivo o acidi di uso domestico e, a maggior ragione, non utilizzabili per gli scarichi industriali e nel caso in esame. Stante la natura degli scarichi risultano, a parere di molti tecnici da me consultati, del tutto inadatti”. Per questo, “Ritenuto che in questo Paese i 'difetti progettuali', a volte voluti o indotti dalla politica, spesso hanno pregiudicato la funzionalità di molte opere pubbliche, con conseguenze a volte irrecuperabili per la salute dei cittadini oltre che un inutile spreco di risorse pubbliche, proprio in un momento in cui risulta particolarmente doveroso spendere al meglio il denaro pubblico,

Ritenuta necessaria una valutazione comparata tra le soluzioni alternative, in modo da stabilire la scelta più economicamente vantaggiosa per la collettività, contemplando nella valutazione la tutela della salute pubblica e i futuri costi di manutenzione e gestione, e non della scelta 'politicamente più auspicata' anche se ritenuta del tutto irrazionale da buona parte degli esperti del settore”. “Dispiacerebbe – conclude Valdegamberi - un domani dire: “L’avevamo detto, ma non si è fatto nulla”.

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