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News

PROLUNGAMENTO COLLETTORE REFLUI DEI DEPURATORI DEL VICENTINO A COLOGNA VENETA: VIENE RELIZZATO CON TECNICHE DI PROGETTAZIONE E CON MATERIALI OBSOLETI, METTENDO IN PERICOLO IL TERRITORIO E LA SALUTE DEI CITTADINI?

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Taggati su: Futuro Popolare

“Sono pienamente solidale con Artur Mas, Presidente della Catalogna, che è indagato con accuse pesanti ed infamanti per aver sostenuto il referendum per l'autodeterminazione svoltosi il 9 novembre scorso. Quel giorno io ero a Barcellona come osservatore, insieme a ad altri rappresentanti istituzionali e non, provenienti da diverse parti del mondo. Ho assistito ad una grande lezioni di partecipazione pacifica popolare, una vera e propria scuola di democrazia. Il referendum, che era autogestito da 35.000 volontari, pur senza iniziative istituzionali, ha mobilitato un numero di elettori catalani quasi pari a quello che partecipa ad una consultazione elettorale istituzionale. Mai visto nulla di simile. File di persone, anche di un centinaio di metri, famiglie con figli e nonni che silenziosamente e ordinatamente attendevano il momento del voto. Il messaggio antidemocratico che la Corte superiore di giustizia della Catalogna sta manifestando con l'attacco ad Artur Mas, uomo simbolo anche se non organizzatore dell'iniziativa referendaria, è un'azione autoritaria che viola il principio di libera e pacifica autodeterminazione dei popoli. Gli egoismi e i freni posti alla creazione dell'Europa dei popoli, in un assetto istituzionale di un moderno federalismo dei territori, è un grave colpo di coda e dimostra quanto sia lontana l'idea di uno stato federalista europeo dei territori, superando gli attuali stati corrotti, indebitati e ingessati dalla tecnocrazia burocratica”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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Il Tribunale amministrativo regionale del Veneto ha fissato per il il 22 gennaio 2015 l'udienza per il ricorso presentato dai Giuristi per la vita e dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare) contro la delibera della Giunta regionale che introduce le linee guida per la fecondazione eterologa in Veneto. “Il ricorso – spiega Valdegamberi - ribasce la non competenza della Giunta regionale, in quanto organo esecutivo e non legislativo, in merito alla materia e conferma che tale competenza spetta allo Stato e non alle Regioni. Inoltre sono violati i diritti costituzionali e inviolabili dell'uomo, tra i quali quello di conoscere la propria identità genetica, e, al figlio, di sapere chi è il proprio genitore naturale. La fecondazione eterologa, inoltre, porta all'uccisione mediamente di 9 embrioni prima di raggiungere con successo lo scopo. Una pratica onerosa per la collettività. E' assurdo che il potere giudiziario si sostituisca a quello legislativo, e ancor più che una Giunta regionale, e non un Consiglio, si sostituisca nell'assumere decisioni ad un Parlamento nazionale. Auspico pertanto che il Tar del Veneto blocchi questo provvedimento palesemente illeggitimo. Invito la giunta regionale ad essere cooerente con i valori che dichiara di difendere con la Festa della Famiglia. La Festa della Famiglia ha motivo di esistere se la Giunta coerentemente la difende, altrimenti rischia di diventare una mera manifestazione di immagine e di opportunismo politico, mentre la Giunta assumne provvedimenti che viaggiano su binari diversi”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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VALDEGAMBERI: “IL PAGAMENTO DELL'IMU SUI TERRENI AGRICOLI E' STATO RINVIATO AL 26 GENNAIO, ORA SI RIVEDANO I CRITERI PER EVITARE DI APPLICARLA ANCHE SULLE ROCCE E LE STERPAGLIE IMPRODUTTIVE”

“In extremis il Consiglio dei ministri ha deciso un mini-rinvio al 26 gennaio della scadenza per il pagamento dell’Imu sui terreni per i quali non c'è più esenzione, adesso però deve essere fatto il resto”. Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro popolare, spiega che il nodo da egli stesso sollevato riguardante la disciplina degli “ex-montani” prevista nel decreto di Economia, Interno e Politiche agricole del 28 novembre scorso non è ancora stato sciolto. “In quel provvedimento, che attua la riforma introdotta ad aprile per finanziare con 350 milioni una piccola parte del bonus da 80 euro del 2014, si prevedono per i terreni tre trattamenti diversi, distinti sulla base della «altitudine al centro» del Comune in cui sono collocati”, spiega Valdegamberi. ”L’esenzione totale, in base al provvedimento, rimarrebbe solo in 1.498 Comuni (contro i 3.409 attuali) perché la loro «altitudine al centro» è superiore a 600 metri, mentre in 2.544 Comuni compresi fra 281 e 600 metri sarebbero esenti solo i terreni di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, ed infine nei comuni con altitudine fino a 280 metri tutti sono costretti al pagamento. Le distorsioni nascono dai criteri con cui si considera montano o meno un determinato Comune. L'unica discriminante è data dal fatto che il Municipio sia sotto o sopra i 600 metri. Per cui si cade nel paradosso di Selva di Progno, il comune più montano della Provincia di Verona ma che ha la sede comunale nel punto più basso del suo territorio, a 590 metri. Per soli 10 metri tutto il suo territorio non è più considerato montano, nemmeno le vette della Lobbia, che arrivano a 1600 metri! Se rimane questa legge, un proprietario di vigneto Doc della Valpolicella, che ha un valore di 80.000 euro al campo, se agricoltore, non pagherebbe l'Imu, mentre il proprietario di quattro sterpaglie improduttive a Campofontana o a Sprea, qualora non fosse un agricoltore, sarebbe tenuto a pagarla! Al di là dell’assurdo aumento delle tasse sulla proprietà, che porta ormai i proprietari ad essere affittuari di fatto dello Stato, almeno si individuino criteri di equità. È così difficile per il Governo dire che i terreni montani sono quelli che si trovano al di sopra dei 600 metri senza cercare arzigogoli legati alla dislocazione dei Municipi? Esistono le carte topografiche con le isoipse: in pochi minuti si possono distinguere i terreni ad altezza superiore da quella inferiore. Suggerisco quindi al Governo di approvare una norma che demandi ai Consigli comunali l’individuazione delle aree non soggette al tributo, mantenendo come limite di altitudine i 600 metri. Meglio ancora se il Governo decidesse di tagliare un po’ le rendite da vitalizi e le mega pensioni, i soldi che mancano al bilancio pubblico si troverebbero subito e certo in maniera più equa rispetto a quelli derivanti dalla scelta di tassare le rocce delle montagne”.

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“I lupi in Lessinia stanno sconvolgendo l’ecosistema, creando danni all’economia e al turismo. La Tegione sta alla finestra a guardare mentre già si annunciano gli abbandoni degli alpeggi per la prossima stagione. Si invochi subito la deroga prevista dalla Direttiva europea Habitat, gestendo il problema, senza fare la politica degli struzzi”. Questo l'appello che lancia Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “Non è vera – continua Valdegamberi - la falsa opinione diffusa da certi ambientalisti che il lupo è intoccabile La prolificazione di questo carnivoro non può essere indiscriminata e va trovato un punto di equilibrio e di compromesso con il territorio, nel rispetto degli allevamenti, della incolumità degli abitanti e dell’economia di chi vive in montagna. Il fenomeno va gestito e regolamentato. Per questo chiedo alla Regione e all’assessore Stival di non fare gli struzzi ma di prendere in seria considerazione la questione. Il lupo ha diritto a vivere ma altrettanto diritto lo hanno le altre specie animali, compreso l’uomo che lavora e vive in montagna, non senza mille altre difficoltà. Occorre, pertanto, trovare un punto di compromesso e di equilibrio. La tutela della biodiversità e del paesaggio rurale, che sono alla base dell'economia già fortemente compromessa della Lessinia, sono valori da tutelare. Sono infatti altrettanto importanti, se non di più, di quelli legati alla tutela del lupo”.

“E sono le stesse Convenzioni e Direttive internazionali a dirlo. Gli Stati membri dell'Unione Europea, in questo caso l'Italia tramite la Regione, hanno il compito di verificare la compatibilità della presenza di animali come il lupo con il territorio in cui esso si trova. Come? Lo dice l’art. 16 della Direttiva Habitat”.

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