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News

“E' emozionante essere testimoni di una manifestazione democratica di auto-convocazione di un referendum informale in Catalogna, con la partecipazione di ben 30mila volontari, l'insediamento di 6.695 seggi in 1317 punti abilitati al voto e la partecipazione di 2 milioni di votanti; è una lezione di vera democrazia, un'azione ciclopica fatta dalle associazioni e non organizzata da uno Stato”. Così Stefano Valdegamberi, commenta la sua partercipazione come osservatore internazionale al referendum sull'autoderminazione della Catalogna che si è svolto domenica 9 novembre. “E' impressionante vedere già alle 8 del mattino le file ai seggi. Le famiglie con i figli, i nonni ele persone con disabilità accompagnate che vanno a votare. E' un'esperienza indescrivibile vedere la gente che pazientemente attende in lunghissime file anche di un centinaio di metri. Si tratta di persone che hanno voluto dimostrare che non c'è nessun pezzo di Carta Costituzionale e nessuna Corte suprema che possa negare la libera, pacifica e democratica manifestazione della volontà popolare attraverso il voto. Come osservatore internazionale nominato dall'ICEC (International Commission of European Citizien) posso certificare che ho visto all'opera un'organizzazione perfetta e che tutte le operazioni di voto e di spoglio delle schede sono avvenute con la massima serietà, compostezza e trasparenza. Si percepiva nei seggi la volontà dei catalani di essere protagonisti del proprio Stato e non dei sudditi. Le varie interviste che ho fatto agli elettori rappresentavano l'obiettivo di creare la nuova Europa dei popoli, in un federalismo europeo dei territori, superando gli pseudo stati-nazione attuali. Ora la volontà popolare è certificata. La sfida di Barcellona è anche una sfida europea che riguarda tutti i territori, anche quello Veneto. C'è voglia di indipendenza non per auto-isolarsi ma per ricostruire una nuova Europa dal basso, nel rispetto dei territori e del loro imprinting socio-culturale e valoriale, federazione di stati-regione leggeri, fondati sul merito e sulla sussidiarietò. Un processo irreversibile da cui nel prossimo futuro nessuno potrà prescindere, neanche in Veneto”

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“Non sono bastati la sentenza della Corte costituzionale spagnola ed i successivi divieti emanati dal Governo centrale a fermare la volontà del milione e 800.000 catalani che sono scesi in piazza per chiedere il referendum per l'autodeterminazione volto a consultare il popolo in merito all'istituzione di uno Stato catalano europeo, libero ed indipendente. Quel referendum, infatti i catalani lo faranno, nonostante i tentativi di bloccarlo, domenica 9 novembre, grazie ad un'organizzazione formata da 30.000 volontari che è scesa in gampo per garantire l'esercizio del più elementare e più importante diritto democratico: il voto. Io domenica sarò a Barcellona perché invitato a far parte del gruppo di osservatori internazionali che hanno il compito di verificare la correttezza delle operazioni di voto e che saranno i garanti della libera, democratica e pacifica espressione della volontà popolare dei catalani”. A parlare è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale veneto presidente di Futuro popolare. “Non c'è Costituzione che tenga, ogni popolo è sovrano e non può essere imbavagliato, impedendogli di esprimere la propria volontà per vie democratiche e pacifiche. Sarò a Barcellona per attestare che una società matura e responsabile come quella catalana può esprimersi liberamente e riaffermare che chi vuole impedire il voto in realtà è un sovvertitore dell'ordine e dei diritti fondamentali dell'uomo”. Stefano Valdegamberi era stato il presentatore della proposta di legge regionale sull'indizione del referendum sull'autodeterminazione del Veneto. “Un referendum cassato dal Governo Renzi – conclude Valdegamberi – per questo ritengo preoccupante che uno Stato tema la voce del popolo”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“La Regione metta sotto controllo le cave perché c'è il forte rischio che diventino una roccaforte delle attività criminali organizzate, in particolare della 'ndrangheta, e che servano a nascondere, od a far finire nell'ambiente, materiali inquinanti e nocivi”. Così Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, spiega il senso dell'interrogazione a risposta immediata alla Giunta che ha presentato ieri pomeriggio (martedì 4 novembre). “Un tempo dalle cave usciva solo la ghiaia, oggi nelle cave entra di tutto ed esce di tutto, come ad esempio minerali pesanti, scorie da altiforni, amianto e materiali tossici e radioattivi”, spiega nella sua interrogazione Valdegamberi. “Sono sempre di più i ritrovamenti di rifiuti tossici sotto le autostrade e sono sempre di più le cave che chiedono ampliamenti e lavorazioni industriali con frantoi all’interno delle stesse, anche se siamo in piena crisi edilizia, così come continuano a rincorrersi notizie inquietanti, come i ritrovamenti in Lombardia di cave riempite dalla 'ndrangheta con sostanze tossiche, le inchieste relative alla presenza di rifiuti di fonderie sotto la Valdastico ed i dossier sui materiali pericolosi, i pfoa, che si troverebbero nell'ultimo tratto della Pedemontana Veneta. Tenuto conto, anche, che non mancano segnalazioni su ripristini non regolari effettuati all'interno di alcune cave, che c'è un aumento ingiustificato di richieste di apertura od ampliamento di strutture con frantoi che servono per macinare materiale che non sempre è di provenienza reglare e che spesso tali strutture sono a contatto con falde acquifere, con il conseguente forte rischio di contaminazione, è necessario attuare forme di controllo forti ed efficaci”. Per questo Valdegamberi ha interrogato l'esecutivo regionale “per sapere quali azioni di prevenzione e di vigilanza intende intraprendere affinché non avvengano fenomeni di occultamento o di riutilizzo improprio dei rifiuti tossico-nocivi all’interno delle cave”, ed afferma che “è opportuno interessare, oltre le autorità competenti, anche l’Osservatorio regionale sulla sicurezza e l’Osservatorio regionale rifiuti per verificare eventuali infiltrazioni mafiose”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“E' vergognoso constatare come molti dirigenti degli istituti scolastici non organizzino il comodato dei libri di testo e ancor più vergognoso è che lo Stato non li obblighi a farlo, forse perchè la politica è condizionata dalle pressioni delle case editrici. Così come è scandaloso che in alcuni Istituti scolastici i libri di testo vengano continuamente cambiati. La spesa per i libri scolastici costituisce un problema per molti bilanci familiari, ma nonostante questo c'è un grave disinteresse ad organizzare forme di prestito in comodato o a pagamento o all'adozione di strumenti e sussidi informatici come invece avviene negli altri Paesi sviluppati del pianeta”. A fare queste affermazioni è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare, che questa mattina nella Sesta commissione consiliare regionale ha sollevato ancora una volta questo problema, proponendo una norma regionale volta ad incentivare il riuso e che verrà prossimamente discussa. Ogni risorsa regionale, comprese quelle provenienti dall'Unione Europea ma erogate tramite la Regione, sarà destinata solamente agli istituti che offrono agli studenti lo strumento del comodato e del noleggio dei libri di testo, delle opere didattiche e dei supporti tecnologici e dei contenuti digitali integrativi. Chi non lo farà si vedrà precluso l'accesso ad ogni forma di incentivazione o contributo da parte della Regione Veneto. “Perchè – afferma Valdegambri – è ora di agire anche su questo fronte a sostegno delle famiglie”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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“I lupi sono belli nelle favole ma certo non lo sono altrettanto per chi rischia di incontrarli perché deve uscire alla mattina, quando è ancora buio, per attendere l'autobus in qualche fermata posta vicina al bosco o dalla corriera deve scendere di sera, dopo aver fatto ore di viaggio per tornare a casa dale scuole della città. Considerato che le vacche per l'inverno non sono più al pascolo e che gli animali selvatici sono ormai scomparsi, i lupi, non avendo nulla da mangiare, stanno diventando un serio pericolo anche per le persone”. A parlare è Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “L'idiozia di chi promuove un progetto come questo in un ambiente fortemente antropizzato, ricco di allevamenti di bestiame e pertanto del tutto inidoneo, quale è la Lessinia, non ha giustificazione alcuna. Ci sono già tre lapidi che ricordano fatti storici di aggressioni a dei bambini da parte dei lupi sui nostri monti, spero che a distanza di centinaia di anni non se ne debbano aggiungere delle altre. Non è naturale un ambiente dove gli animali selvatici per sopravvivere hanno bisogno di nutrirsi ammazzando decine di capi di animali allevati. Anzi, è naturale al pari di quello di uno zoo, dove gli animali vengono nutriti dando loro da mangiare altri animali acquistati a tale scopo. La si smetta di filosofeggiare e le autorità competenti rimuovano dal grande recinto della Lessinia queste bestie prima che succeda qualcosa. Chi ha il potere di farlo ma non lo fa si ricordi che in caso di aggressioni sarà chiamato a rispondere in prima persona per non aver garantito la sicurezza dei cittadini”.

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

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