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Comunicato Stampa

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Stefano Valdegamberi

Futuro Popolare


VALDEGAMBERI: “IL PAGAMENTO DELL'IMU SUI TERRENI AGRICOLI E' STATO RINVIATO AL 26 GENNAIO, ORA SI RIVEDANO I CRITERI PER EVITARE DI APPLICARLA ANCHE SULLE ROCCE E LE STERPAGLIE IMPRODUTTIVE”
 


“In extremis il Consiglio dei ministri ha deciso un mini-rinvio al 26 gennaio della scadenza per il pagamento dell’Imu sui terreni per i quali non c'è più esenzione, adesso però deve essere fatto il resto”. Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro popolare, spiega che il nodo da egli stesso sollevato riguardante la disciplina degli “ex-montani” prevista nel decreto di Economia, Interno e Politiche agricole del 28 novembre scorso non è ancora stato sciolto. “In quel provvedimento, che attua la riforma introdotta ad aprile per finanziare con 350 milioni una piccola parte del bonus da 80 euro del 2014, si prevedono per i terreni tre trattamenti diversi, distinti sulla base della «altitudine al centro» del Comune in cui sono collocati”, spiega Valdegamberi. ”L’esenzione totale, in base al provvedimento, rimarrebbe solo in 1.498 Comuni (contro i 3.409 attuali) perché la loro «altitudine al centro» è superiore a 600 metri, mentre in 2.544 Comuni compresi fra 281 e 600 metri sarebbero esenti solo i terreni di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, ed infine nei comuni con altitudine fino a 280 metri tutti sono costretti al pagamento. Le distorsioni nascono dai criteri con cui si considera montano o meno un determinato Comune. L'unica discriminante è data dal fatto che il Municipio sia sotto o sopra i 600 metri. Per cui si cade nel paradosso di Selva di Progno, il comune più montano della Provincia di Verona ma che ha la sede comunale nel punto più basso del suo territorio, a 590 metri. Per  soli 10 metri tutto il suo territorio non è più considerato montano, nemmeno le vette della Lobbia, che arrivano a 1600 metri! Se rimane questa legge, un proprietario di vigneto Doc della Valpolicella, che ha un valore di 80.000  euro al campo, se agricoltore, non pagherebbe l'Imu, mentre il proprietario di quattro sterpaglie improduttive a Campofontana o a Sprea, qualora non fosse un agricoltore, sarebbe tenuto a pagarla! Al di là dell’assurdo aumento delle tasse sulla proprietà, che porta ormai i proprietari ad essere affittuari di fatto dello Stato, almeno si individuino criteri di equità.  È così difficile per il Governo dire che i terreni  montani sono quelli che si trovano al di sopra dei 600 metri senza cercare arzigogoli legati alla dislocazione dei Municipi? Esistono le carte topografiche con le isoipse: in pochi minuti si possono distinguere i terreni ad altezza superiore da quella inferiore.  Suggerisco quindi al Governo di approvare una norma che demandi ai  Consigli comunali l’individuazione delle aree non soggette al tributo, mantenendo come limite di altitudine i 600 metri. Meglio ancora se il Governo decidesse di tagliare un po’ le rendite da vitalizi e le mega pensioni, i soldi che mancano al bilancio pubblico si troverebbero subito e certo in maniera più equa rispetto a  quelli derivanti dalla scelta di tassare le rocce delle montagne”.
 

Stefano Valdegamberi
Presidente Futuro Popolare

 


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